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Agrilus angustulus (Illiger, 1803) - Buprestidae

24.III.2020 - ITALIA - Toscana - PI, Casale Marittimo


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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 02/04/2020, 22:59 
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Iscritto il: 12/07/2010, 15:33
Messaggi: 1781
Località: Casale Marittimo (PI)
Nome: Stefano Cosimi
Agrilus uscito da piccoli rametti di leccio.
So che dalle foto non è semplice e soprattutto da queste foto...
si può fare qualche ipotesi?
lunghezza 5 mm


IMG_1043.jpg

IMG_1042.jpg


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Stefano Cosimi
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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 02/04/2020, 23:46 
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Iscritto il: 13/10/2010, 18:21
Messaggi: 1275
Nome: Andrea Liberto
Antennomeri con il "picciol"o, colore brillante (non come la media di A. hastulifer, di aspetto più spento e nerastro).

Penso sia una femmina di Agrilus graminis, ma sentiamo altri pareri. Ciao, A.


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 02/04/2020, 23:47 
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Iscritto il: 13/10/2010, 18:21
Messaggi: 1275
Nome: Andrea Liberto
Scusa, errore di digitazione: "picciolo"


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 03/04/2020, 9:12 
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Iscritto il: 19/04/2012, 7:52
Messaggi: 970
Nome: Gianfranco Curletti
Direi Agrilus angustulus

:hi: gian


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 03/04/2020, 12:35 
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Iscritto il: 12/07/2010, 15:33
Messaggi: 1781
Località: Casale Marittimo (PI)
Nome: Stefano Cosimi
grazie mille!
:hi:

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Stefano Cosimi


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 03/04/2020, 22:19 
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Iscritto il: 13/10/2010, 18:21
Messaggi: 1275
Nome: Andrea Liberto
Eppure…. mi sembra di vedere un accenno di "tomentosità" verso l'apice elitrale. Cioè, pubescenza ispessita più chiara, come si sa. Per questo mi ero orientato su graminis.

A.


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 04/04/2020, 8:51 
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Iscritto il: 19/04/2012, 7:52
Messaggi: 970
Nome: Gianfranco Curletti
Clickie ha scritto:
Eppure…. mi sembra di vedere un accenno di "tomentosità" verso l'apice elitrale. Cioè, pubescenza ispessita più chiara, come si sa. Per questo mi ero orientato su graminis.

A.


Sì è vero, l'avevo notata anch'io, ma l'ho attribuita a polvere o a riflessi. Di solito la pubescenza elitrale in graminis è ben più visibile. Ciò che mi fa propendere per angustulus, oltre alla forma generale, è l'antenna sx dove si vedono bene gli antennomeri. In graminis, anche nelle femmine, c'è comunque un accenno alla perfoliazione che non si nota in questo esemplare.
Poi, per carità, se mi sono sbagliato - e non è la prima volta - scusatemi


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 04/04/2020, 17:20 
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Iscritto il: 20/02/2019, 15:52
Messaggi: 45
Località: Firenze, IT
Nome: Matteo Skelly
Difficili difficili gli Agrilus, quanti ce ne sono poi! Ne ho raccolti diversi battendo le fronde ma non sono mai riuscito a fare una determinazione che mi convincesse, pertanto gli ho ancora tutti cartellinati come sp. :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 04/04/2020, 17:44 
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Iscritto il: 22/12/2009, 13:31
Messaggi: 9379
Località: Napoli
Nome: Francesco Izzillo
Stefano cerca di fare una foto in cui si capisce se i peli ci sono o meno.

_________________
Francesco Izzillo


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 04/04/2020, 22:39 
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Iscritto il: 13/10/2010, 18:21
Messaggi: 1275
Nome: Andrea Liberto
Cita:
Di solito la pubescenza elitrale in graminis è ben più visibil[e/quote]

Nello spiaggiamento e boccheggiamento serale, sul divano dopo lunga giornata, avevo pensato più che altro all'incurvamento dell'esemplare alla giunzione pronoto-elitre, che comporta un'illuminazione non ottimale del terzo elitrale distale (pure ampiamente sfocato). Una banana, come spesso certi Agrilus preparati alla garibaldina. Certe volte, addirittura un buon carattere, come certe specie del gruppo roscidus, più o meno "bananiformi".

Ma come noto, la fotografia ha attinenza solo assai relativa con la realtà.

Ma almeno siamo d'accordo sul fatto che l'esemplare in oggetto è una femmina ? Dài, è solo per passare il tempo.

Percus:
Cita:
Difficili difficili gli Agrilus, quanti ce ne sono poi!

Se vuoi cimentarti con gli Agrilus, gran parte dei quali solo apparentemente difficili, procurati la Faune de France di Schaefer, impara rapidamente a distinguere il sesso degli esemplari che hai sott'occhio, e vedrai che in men che non si dica passi da 1000 a meno di 100 dubbi. Le chiavi del genio francese sono la base per lo studio dei nostri virgolini.

A.


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 04/04/2020, 23:21 
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Iscritto il: 13/10/2010, 18:21
Messaggi: 1275
Nome: Andrea Liberto
Gian: come al solito, ho fatto casino tra cita, corsivo, grassetto, ecc. Ma senz'altro hai capito cosa intendevo.

Osservo divertito che stiamo recuperando da un lato il gusto di discutere delle specie più banali della nostra fauna, dall'altro quello di omeriche divagazioni bio-geologiche su animali grandemente estranei alla nostra (mia, che tu hai frequentato i tropici) esperienza. Strabone ci sia di lezione.

Cose da virus, ma non facciamocene una malattia (scusate, non resistevo...).

So che è battuta stupida, forse oltraggiosa, ma la realtà che viviamo è forse intelligente ?
No, è' stupida come l'universo, che divaga.

A. :hi:


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 04/04/2020, 23:35 
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Iscritto il: 19/04/2012, 7:52
Messaggi: 970
Nome: Gianfranco Curletti
Accidenti i nostri messaggi si erano incrociati. Ti avevo risposto a proposito del mio insuperato maestro, ma stranamente il messaggio non appare. Come mai? E' possibile recuperarlo da qualche parte? Sarà finito nelle bozze? E dove trovo le bozze?


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 04/04/2020, 23:49 
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Iscritto il: 13/10/2010, 18:21
Messaggi: 1275
Nome: Andrea Liberto
Caro Gianfranco, nei nostri contributi al forum c'è un elelemento imponderabile. Si nasconde dietro gli angoli delle nostre deficienze cibernetica, almeno della mia.

Elaboro appassionati messaggi che scompaiono nel nulla, vado a cercarli nelle "bozze", e mi ritrovo pieno di bozzi, picchiato senza misericordia da tempi e competenze diversi da quelli cui ero abituato.

Ci bevo su, e passo oltre. C'è un limite alle cose di cui ha senso e ragione preoccuparsi.

Il messaggio è andato nell'"ouranòs" ? Bene, lo vedrò nella nuova serie di Star Trek. Si vede che sono buono come spettatore, ma non come protagonista. E me ne faccio velocemente ragione.

Ciao, A.


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 05/04/2020, 0:06 
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Iscritto il: 19/04/2012, 7:52
Messaggi: 970
Nome: Gianfranco Curletti
Visto che non riesco a recuperare il messaggio precedente provo a riscriverlo

Léon Schaefer, il mio maestro, quanti ricordi.... nelle mie visite a Montpellier . E quante discussioni dietro un buon boccale di birra che adorava. Un persona squisita, attento osservatore, nessuno come lui conosceva i buprestidi europei. Meticoloso, ma affabile e sempre disponibile verso un giovane principiante come me. E pensare che c'è la tendenza da parte di specialisti nordici e d'oltre oceano a snobbarlo. La conoscenza del buprestidi europei passa da lui. Tengo come un cimelio la sua dedica sulla Faune de France che posseggo, consunta e malandata per l'uso che ne ho fatto. Abbiamo intrattenuto per anni una fitta corrispondenza, quando ancora si usavano le lettere cartacee. Roba da dinosauri.
Un episodio indelebile nella mia memoria, quando poco più che ventenne gli chiesi della Kisanthobia, che non conoscevo e che era considerata allora rarissima. Mi portò nella sua foresta preferita fuori città, mi indicò il ramo di una quercia a 3 m d'altezza e mi disse: se riesci a prenderlo ti porti in Italia le Kisanthobia. E così fu. Come abbia fatto a capire che quello era un ramo buono solo osservandolo da lontano per me rimane un mistero.

Ma fu una delle mie visite ad Almeria, da Cobos che iniziai a dedicarmi agli agli Agrilus. Cobos si dedicava anche alla fauna tropicale al contrario di Schaefer. Dopo aver visto la miriade di specie di Agrilus presenti nella collezioni mi spronò dicendomi che c'era bisogno di uno che si dedicasse esclusivamente a questi. Fulminato sulla via di Damasco.

E ancor oggi confesso il mio stupore per l'infinita fantasia che usa la natura per differenziare le oltre tremila specie conosciute. E che almeno altrettante sono ancora da scoprire. Mi viene da paensare che sia impossibile trovare ulteriori alternative morfologiche in un gruppo così omogeneo. Invece no, ogni spedizione regala specie inedite.

Ma basta con sta pizza, scusate, sappiate però che la colpa è di quel provocatore di Clickie
Gian :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: Agrilus da ID
MessaggioInviato: 05/04/2020, 21:37 
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Iscritto il: 13/10/2010, 18:21
Messaggi: 1275
Nome: Andrea Liberto
Cita:
Ma basta con sta pizza, scusate, sappiate però che la colpa è di quel provocatore di Clickie
Gian :lol:


Caro Gian, grazie per la gustosissima pizza che hai recapitato a domicilio a tutti noi.

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente né Schaefer (i tuoi osanna sono anche miei, purtroppo solo libreschi), né Cobos. Con quest'ultimo, secondo me altro genio misconosciuto e disegnatore sopraffino, ho avuto un contatto "remoto", studiando i Cardiophorinae della sua collezione conservata a Madrid, due viaggi che mi hanno cambiato.

Personaggi di altri tempi, immensi nella capacità di capire quando avevano a che fare con una novità.

A Madrid ho ripercorso passo per passo il lavoro di Cobos sui Cardiophorus delle Canarie senza trovare un solo vero errore di valutazione, anche se lavorò su materiale assai esiguo. Un occhio fulminante, i nuovi taxa inchiodati e caratterizzati senza fallo. ma se mi passi la battuta, con fallo e zebedei raddoppiati.
Nelle scatole, spesso cenere di sigaretta e macchioline forse da gocce di sudore della torrida estate sulla meseta iberica. Un errore lo ha fatto, designando un tipo su un maschio, per tenersi l'olotipo in collezione. Beffato dalla "mimica" dei Cardiophorus, che ti fregano facilmente pure se ti sembrava di essere stato attentissimo.

Ma tra tante bottiglie di plastica odierne, dal dubbio contenuto, preferisco tenermi caro l'unico errore di Cobos che sa di vino buono nella bordolese di vetro verde scuro, e di fatica vera. E di immenso talento.

A.


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