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Liatongus tuberculicollis (Felsche, 1909) - Scarabaeidae Scarabaeinae Oniticellini

VII.1990 - ETIOPIA - EE, Shoa prov., Ambo/Guder, 2400m, Werner legit


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MessaggioInviato: 04/04/2020, 13:24 
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Nome: Giulio Montanaro
Per ingannare un po' il tempo in questi giorni ho pensato di fare qualche foto ad alcune delle bestie più particolari che ho in collezione; spero sia cosa gradita proporvele, magari insieme a qualche piccola curiosità/osservazione. La qualità delle foto è bassa, avendole fatte con un cellulare, ma spero sufficiente a rendere un po' d'onore ai soggetti.

Inizio dal mio nickname :mrgreen:
Liatongus tuberculicollis (Felsche, 1909) è una dei più belli Oniticellini che io conosca. Noto, finora, solo dell'Etiopia.
Credo che la forma delle corna di questo maschio parli da sé, ma la cosa più sorprendente è che il corno clipeale non è una "semplice" escrescenza del capo: è articolato!
Questa caratteristica, insieme alle due corna erette del protorace e ad alcuni altri tratti, è condivisa con Liatongus triacanthus (Boucomont, 1920) ed altre 4 specie descritte nel 1999, tutte tipiche però della regione orientale (grossomodo di Cina e catena himalayana).
Una di queste, L. ancorifer, presenta un'ulteriore peculiarità: gli autori (Kràl & Rejsek, 1999) riportano di aver rinvenuto gli esemplari esaminati (più d'un centinaio) in una vecchia carcassa di cane rinsecchita e in escrementi di cane secchi con grandi quantità di pelame, nonostante fossero comuni nei dintorni escrementi di erbivori; per questo motivo è stata fatta l'ipotesi che L. ancorifer sia addirittura cheratinofago (come i Trogidi!).

Sarebbe interessante verificare se queste sei specie sono effettivamente un gruppo monofiletico o se invece l'articolazione del corno è stata ottenuta indipendentemente. Le specie parrebbero comunque vicine ad altri Liatongus diffusi sia in Asia che in Africa (vedi questo). Un'altra questione affascinante è quale meccanismo di sviluppo abbia permesso la comparsa di questa articolazione in una posizione così singolare. L'unico altro coleottero con corna cefaliche articolate di cui io sia a conoscenza è l'Odonteus armiger (Scopoli, 1772) (qualcuno sa di più sull'argomento?).

Dimensioni: 10mm


liatongus_front.png

liatongus_34.png

liatongus_prof.png


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Giulio
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MessaggioInviato: 04/04/2020, 13:56 
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Nome: marco bastianini
Davvero bello e singolare. :ok: :ok:

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MessaggioInviato: 04/04/2020, 15:21 
 

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Nome: Adriana Lecis
Bellissimo! Grazie per le informazioni/curiosità! :hi: :hi: :hi:


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MessaggioInviato: 04/04/2020, 16:30 
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Davvero interessante, oltre che molto bello. Domando: il corno è articolato in senso stretto (tipo un condilo che si inserisce in un acetabolo) o si tratta di una area tegumentale membranosa alla base de corno?


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MessaggioInviato: 04/04/2020, 17:43 
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Nome: Jan Matějíček
Felsche C. (1909) Einige coprophage Scarabaeiden, welche die Herren Oscar Neumann und Baron von Erlanger auf ihrer Reise in Abessinien gesammelt haben, Deutsche Entomologische Zeitschrift. Berlin 53(3):448-451


kopie.JPG


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Taxonomy, ecology, biomonitoring , faunistic of Staphylinidae
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MessaggioInviato: 04/04/2020, 19:01 
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Nome: Giulio Montanaro
Mi fa piacere che sia piaciuto.

Glaphyrus ha scritto:
Davvero interessante, oltre che molto bello. Domando: il corno è articolato in senso stretto (tipo un condilo che si inserisce in un acetabolo) o si tratta di una area tegumentale membranosa alla base de corno?


Non avevo pensato a fare questa distinzione :no1:
Ho controllato ed effettivamente quella che ingenuamente ho chiamato articolazione è un'area tegumentale membranosa, sviluppata soprattutto nella parte posteriore del corno. Stessa cosa in L. triacanthus ed entrambe molto simili alla struttura che si osserva nell'Odonteus, forse solo un po' più differenziate.
Avevo fantasticato tra me e me su qualche meccanismo tipo "artrogenesi ectopiche", ma alla luce di questa semplice osservazione l'ipotesi di una graduale "elasticizzazione" della base del corno mi pare più logica :oooner: ...

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:hi:

Giulio


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MessaggioInviato: 05/04/2020, 16:20 
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Bè è comunque un fenomeno molto raro nei coleotteri e sarebbe molto bello poterne conoscere il significato funzionale.


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MessaggioInviato: 05/04/2020, 16:42 
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Nome: Silvano Biondi
Bello il Liatongus!
Ora però è inevitabile chiederti cos'è il tuo nuovo avatar.

:hi:

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Silvano


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MessaggioInviato: 05/04/2020, 23:12 
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Nome: Giulio Montanaro
Glaphyrus ha scritto:
Bè è comunque un fenomeno molto raro nei coleotteri e sarebbe molto bello poterne conoscere il significato funzionale.


Già... Preparandolo ho osservato che l'articolazione permette un'apertura di 90° e forse anche di più rispetto alla testa, sempre che in vivo ci siano muscoli che permettono una simile estensione. Un'idea che mi era venuta è che il corno possa essere usato, come in diversi Dinastini, per ribaltare l'avversario nelle lotte tra maschi. Magari ciò avverrebbe, nel Liatongus, inarcando la testa verso il basso ed estendendo il corno verso il nemico. L'articolazione, a riposo, permetterebbe di tenere l'arma in una posizione poco d'impaccio.
Certo, una dinamica simile mi sembrerebbe un po' macchinosa considerando che le lotte tra maschi verosimilmente hanno luogo negli spazi angusti dei tunnel scavati dalle femmine, come mi risulta avvenga nella maggior parte degli Scarabaeinae tunnellers che hanno evoluto corna molto sviluppate (e.g. i Proagoderus).
Magari è più semplicemente un adattamento per drizzare il corno e massimizzare l'"ingombro" per impedire l'accesso dei rivali nelle gallerie.
Senza osservazioni dirette, difficile dire qualcosa... un buon motivo per fare qualche viaggetto negli altopiani dell'Etiopia :mrgreen:

Per i curiosi qui una delle specie asiatiche con morfologia simile, forse ancora più estrema.

Apoderus ha scritto:
Bello il Liatongus!
Ora però è inevitabile chiederti cos'è il tuo nuovo avatar.

La risposta arriverà prossimamente :to: :ok:

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:hi:

Giulio


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MessaggioInviato: 06/04/2020, 7:55 
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Nome: Daniele Sechi
Bellissimo! :ok:

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Daniele


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MessaggioInviato: 06/04/2020, 21:38 
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Nome: Marco Uliana
mmmh.. troverei alquanto strano che si siano sviluppati dei muscoli appositi per muovere il corno rispetto alla superficie del cranio. Mi sembra più probabile che benefici di una flessibilità passiva, magari schiacciandosi sul capo quando il maschio, appunto, si infila nella galleria (ma poi come fa a uscire in retromarcia?).


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MessaggioInviato: 07/04/2020, 14:04 
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Nome: Giulio Montanaro
Glaphyrus ha scritto:
mmmh.. troverei alquanto strano che si siano sviluppati dei muscoli appositi per muovere il corno rispetto alla superficie del cranio. Mi sembra più probabile che benefici di una flessibilità passiva, magari schiacciandosi sul capo quando il maschio, appunto, si infila nella galleria (ma poi come fa a uscire in retromarcia?).


Mh, hai ragione effettivamente. Anche se mi parrebbe un po' strano che il vero vantaggio che ha selezionato il tratto sia stato solo il minor ingombro nelle gallerie... Le corna protoraciche parrebbero essere un impedimento ben maggiore, e peraltro molte specie hanno evoluto corna cefaliche di dimensioni anche maggiori ma semplicemente reclinate all'indietro... :?

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Giulio


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