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Lissodynerus celebensis Selis, 2017 - Vespidae Eumeninae Odynerini HOLOTYPUS

III.2016 - INDONESIA - EST - EE, Sulawesi, Bantimurung, Makaroewa


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MessaggioInviato: 23/01/2017, 12:28 
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Stamani dovevo essere a Roma in università per fare un'esame, ma ieri sera la mia macchina ha deciso di fondere il motore in mezzo all'autostrada :cry: . Come consolazione però stamani è stata pubblicata questa mia nuova specie :D

Il genere Lissodynerus fu segnalato per l'isola di Sulawesi nel 1991 da Gusenleitner con trenta esemplari di una specie sconosciuta, che sarebbe stata descritta in seguito da Giordani Soika. Nel 1994 quest'ultimo pubblica un lavoro comprendente le revisioni di diversi generi Orientali, tra cui quella del genere Lissodynerus, ma della specie di Sulawesi non c'è traccia. Questa è quindi la prima specie ufficialmente segnalata per l'isola, se poi sia la stessa segnalata da Gusenleitner al momento non si sa visto che nella collezione di Giordani Soika non c'è nessuno dei trenta esemplari.

La nuova specie, chiamata Lissodynerus celebensis in riferimento al vecchio nome dell'isola, si riconosce immediatamente da tutte le altre specie del genere per la tipica colorazione nera con estese macchie rosse e giallo-arancioni, che la rendono quasi identica a un'altro Eumenino endemico di Sulawesi, Lissepipona variabilis, da cui differisce per alcuni importanti caratteri strutturali.
Un altro carattere che permette di distinguerla dalle specie congeneri sono le lamelle apicali dei tergiti ferruginee e semitrasparenti, che nelle altre specie sono nere e opache. Esiste un'altra specie con le lamelle così colorate, L. pallidus, endemica delle Filippine. Questo carattere comune potrebbe indicare un'affinità degli Eumenini filippini con quelli del Sulawesi, come riscontrabile anche in un'altra specie che ho descritto molto recentemente, Stenodyneriellus rufoflavus.

12mm all'apice del secondo tergite

Liss. cel. 1.jpg


Liss. cel. 2.jpg


Liss. cel. 3.jpg



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MessaggioInviato: 23/01/2017, 16:45 
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Complimenti Marco :birra:
Belle anche le foto.

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La natura non conosce pause nel progresso e nello sviluppo, ed attacca la sua maledizione su tutta l'inattività.” [GOETHE]


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MessaggioInviato: 23/01/2017, 17:43 
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Nome: Maurizio Gigli
Anche tra i Buprestidi ci sono diversi generi con notevoli affinità tra Filippine e Sulawesi, come pure tra Fiippine e Borneo.

Immagino che i corridoi di passaggio, probabilmente in entrambi i sensi, siano (o siano stati) costituiti dalle innumerevoli isole tra Mindanao e Sulawesi Nord, tra Mindanao Ovest e ed il Borneo e soprattutto tra Mindoro, Palawan ed il Borneo. Con probabili passaggi tra Borneo e Sulawesi nelle aree meno distanti, soprattutto durante le regressioni marine dei periodi glaciali.

sulawesi.jpg



Mi congratulo per il lavoro.

:hi:

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MessaggioInviato: 23/01/2017, 17:48 
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Complimenti sinceri Marco! :birra: Hai trovato in fretta la tua strada in campo entomologico e i risultati sono arrivati presto e numerosi!

:birra:

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"Lasciate questo mondo un po' migliore di come lo avete trovato" (Sir Robert Baden Powell)
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MessaggioInviato: 24/01/2017, 13:47 
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In questo caso ritengo probabile che il passaggio sia stato quello tra Mindanao e Sulawesi Nord, in quanto la specie filippina è nota solo di Mindanao. Qui bisogna però tenere in considerazione che la distribuzione degli Eumenini all'interno dell'arcipelago è poco conosciuta e non si può escludere anche un'altra specie con le lamelle ferruginee nel Borneo. Il genere Lissodynerus è ancora molto poco conosciuto, quindi la presenza di altre specie nell'arcipelago indonesiano è molto probabile.

Un altro caso negli Eumenini avviene nel genere Phimenes, in particolare nel gruppo con ali arancioni con la base nera. A questo gruppo appartengono diverse specie nel Sulawesi e una a Mindanao. Oltre al colore delle ali hanno in comune diversi caratteri strutturali, sebbene la specie filippina si discosti dalle altre per il primo tergite più curvo.

Un caso a mio parere degno di nota è quello del Delta pyriforme, specie politipica e molto variabile cromaticamente, e del Delta magnum, specie con colorazione estremamente costante. Il primo è diffusissimo in tutta l'Asia e nelle Filippine conta due sottospecie: philippinense, endemico e diffuso in quasi tutto l'arcipelago, e circinale, che spazia dall'India all'Indonesia e nelle Filippine noto per Luzon e Mindanao. Il D. magnum invece è endemico delle Filippine ed è presente in tutte le isole da Luzon a Mindanao, Palawan compreso. Queste due specie sono estremamente affini in quanto sono le uniche in cui i maschi hanno i tarsi medi dilatati, quindi si suppone che il passaggio di D. pyriforme dall'Asia/Indonesia alle Filippine sia avvenuto in due momenti: uno più antico che ha permesso alla specie di differenziarsi nel D. magnum, distinto strutturalmente, e uno più recente che ha portato alla sottospecie philippinense, distinta cromaticamente ma strutturalmente identica a tutte le altre sottospecie tranne che per l'edeago leggermente più sottile.


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MessaggioInviato: 24/01/2017, 18:29 
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Complimenti Marco, un bel lavoro! Forse prima o poi riuscirò anch'io a descrivere qualcosa!

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MessaggioInviato: 24/01/2017, 18:37 
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Andricus ha scritto:
Un caso a mio parere degno di nota è quello del Delta pyriforme, specie politipica e molto variabile cromaticamente, e del Delta magnum, specie con colorazione estremamente costante. Il primo è diffusissimo in tutta l'Asia e nelle Filippine conta due sottospecie: philippinense, endemico e diffuso in quasi tutto l'arcipelago, e circinale, che spazia dall'India all'Indonesia e nelle Filippine noto per Luzon e Mindanao. Il D. magnum invece è endemico delle Filippine ed è presente in tutte le isole da Luzon a Mindanao, Palawan compreso. Queste due specie sono estremamente affini in quanto sono le uniche in cui i maschi hanno i tarsi medi dilatati, quindi si suppone che il passaggio di D. pyriforme dall'Asia/Indonesia alle Filippine sia avvenuto in due momenti: uno più antico che ha permesso alla specie di differenziarsi nel D. magnum, distinto strutturalmente, e uno più recente che ha portato alla sottospecie philippinense, distinta cromaticamente ma strutturalmente identica a tutte le altre sottospecie tranne che per l'edeago leggermente più sottile.

Questo è un fenomeno che secondo me è avvenuto molto spesso, non solo nell'area indopacifica, ma anche altrove (un caso, ad esempio, riguarda delle specie di Julodis presenti nell'area sahariana e subsahariana fin sulle coste africane del Mar Rosso e nel Sud della Penisola Araba).
Nel caso delle isole tra Oceano Indiano e Pacifico credo che rivesta un ruolo di particolare importanza nella moltiplicazione delle specie, e che sia avvenuto molto frequentemente anche in concomitanza dei vari periodi di regressione marina che si sono succeduti negli ultimi 3 milioni di anni circa.

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MessaggioInviato: 24/01/2017, 22:12 
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Julodis ha scritto:
Nel caso delle isole tra Oceano Indiano e Pacifico credo che rivesta un ruolo di particolare importanza nella moltiplicazione delle specie, e che sia avvenuto molto frequentemente anche in concomitanza dei vari periodi di regressione marina che si sono succeduti negli ultimi 3 milioni di anni circa.


Certamente la regressione delle acque ha avuto un impatto fondamentale per l'incredibile speciazione avvenuta nelle isole del Pacifico, permettendo la diffusione delle specie nei periodi di "secca" per poi isolarle e portarle a differenziarsi nei periodi in cui l'acqua si alzava.
Con i Vespidi però il problema dell'isolamento è relativo, in quanto sono animali in grado di compiere grandi distanze in volo e che potrebbero coprire senza problemi la distanza che porta dal Borneo alla penisola di Zamboanga a Mindanao, per via delle numerose isole nel mezzo.
Più problematica sarebbe la traversata dal Borneo a Mindoro attraverso Palawan, in quanto lo stretto di Mindoro è largo circa 70km, penso troppo per la capacità di questi insetti. Infatti ci sono almeno due specie ampiamente diffuse in Asia e che nelle Filippine sono presenti solo a Palawan.


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MessaggioInviato: 25/01/2017, 15:57 
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Anche i Buprestidi sono buoni volatori e non hanno certo problemi ad attraversare un tratto di mare. Di solito, però, non si avventurano in mare aperto volutamente. Ma può capitare che ci vengano trascinati da forti venti. Lo stesso immagino succeda ai Vespidi. Inoltre, almeno per i Buprestidi, c'è da considerare il trasporto delle larve, pupe e adulti in celletta o nascosti, all'interno della vegetazione galleggiante. Modalità da non sottovalutare e fortemente dipendente dalla direzione delle correnti. Probabilmente può funzionare pure coi vespidi che nidificano sulle piante.

Anche lo stretto di Mindoro, nei glaciali, era superabile più facilmente, visto che, considerando i fondali emersi e le varie isolette, il tratto di mare più ampio da superare sarà stato sui 25 km.

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MessaggioInviato: 25/01/2017, 16:16 
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Julodis ha scritto:
Modalità da non sottovalutare e fortemente dipendente dalla direzione delle correnti. Probabilmente può funzionare pure coi vespidi che nidificano sulle piante.

Certamente può capitare anche con i Vespidi visto che molti costruiscono i nidi sulle piante o all'interno delle gallerie scavate dagli xilofagi.
Se poi subentra l'azione dell'uomo i Vespidi sono anche più facili da diffondere, visto che tanti costruiscono i propri nidi, soprattutto di fango, su qualsiasi tipo di substrato, anche di origine artificiale. Ad esempio proprio il D. pyriforme philippinense è una specie aliena nelle Hawaii, dove ritengo difficile sia arrivato tramite "zattere" naturali.


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Se poi consideriamo che le varie popolazioni che si spostavano nel Pacifico popolando gran parte delle isole, anche le più sperdute, si portavano probabilmente appresso anche delle piante, semi, frutti, ecc. avranno probabilmente contribuito a diffondere anche qualche insetto. Se poi pure questi Vespidi fanno i nidi di fango attaccati ovunque come i nostri, magari anche sulle imbarcazioni, la diffusione per via antropica diventa ancora più facile.

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