Eurynebria complanata (Linnaeus, 1767)
Eurynebria complanata
è da considerare forse il più significativo “marcatore” della qualità biotica degli ecosistemi italiani di spiaggia sabbiosa. Questo coleottero, distribuito lungo le coste sabbiose del Mediterraneo occidentale e di quelle atlantiche dell’Europa occidentale, vive perlopiù a livello dei settori più stabilmente emersi e arretrati delle spiagge emerse (talvolta anche a ridosso delle dune mobili), ed è un attivo predatore di talitridi (in particolare di Talitrus saltator
). Durante il giorno si rinviene quasi esclusivamente sotto tronchi e materiale ligneo spiaggiato, mentre al calare delle tenebre inizia una forsennata attività prevalentemente notturna, in prossimità della battigia, a caccia di talitridi. Abbastanza comune in Italia fino a pochi decenni or sono lungo buona parte delle coste tirreniche e pugliesi, così come in Sicilia e Sardegna, questa specie è andata incontro ad una progressiva ma rapida rarefazione, legata in parte all’inquinamento marino, che influenza negativamente il ciclo biologico delle sue prede, ma principalmente al disturbo delle spiagge apportato dalle attività di balneazione, con il continuo calpestio dei substrati sabbiosi e la rimozione dei grossi residui lignei (tronchi e ceppi trasportati dalle alluvioni fluviali e depositati nei settori più prossimi al mare delle spiagge emerse) da parte di operatori di spiaggia o di turisti.
La specie è così divenuta molto rara e localizzata nel nostro Paese, e limita ormai la sua presenza con popolazioni significative quasi solo alle poche località almeno parzialmente protette dalle attività di balneazione e di “manutenzione” delle spiagge da parte dell’uomo.
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Fonte: Quaderno habitat "Dune e spiagge sabbiose" del Ministero dell'Ambiente)
Così scriveva, nel 1890, a proposito di questa specie, Augusto Palumbo, naturalista ed entomologo siciliano di Castelvetrano (TP), illustrando l'entomofauna delle dune selinuntine:
"
Sulle spiagge del mare selinuntino, non è raro il caso di trovarla in buon numero , spingendo coi piedi o con un bastone l'alga che si trova abbondante sulla riva sabbiosa, bagnata dalle onde, ma bisogna esser ben lesti per acchiapparla, giacché con la rapidità del baleno scappa di sotto quei mucchi di erbe marine che vengono mosse, per nascondersi sotto altri, e bene spesso s' invola alle ricerche del suo persecutore che resta deluso dopo di averla rincorsa per qualche tempo. Trovasi in quasi tutte le stagioni dell' anno , ma mi sembra che sia più abbondante negli ultimi mesi invernali ed in primavera".
Posso testimoniare, nell'arco degli ultimi trent'anni, il progressivo declino e la successiva scomparsa di alcune delle popolazioni che abitavano ancora numerose negli anni '70 ed '80 i tratti di costa sabbiosa prossimi alla città di Palermo (Capaci, Balestrate, Termini Imerese).
Oggi, in Sicilia, ne sopravvivono alcune colonie, sparse essenzialmente lungo le spiagge meridionali dell'isola.
Mi piacerebbe conoscere da voi l'attuale presenza della specie al di fuori della mia isola di questa specie, che, sin dai primi incontri (ero ancora ragazzino) mi ha sempre affascinato per la sua eleganza e stupito e impressionato per la sua velocità nella corsa sulla sabbia
ImmaginiNota - Queste immagini sono state realizzate in un tratto di costa sabbiosa della Sicilia occidentale.
