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Acanthocinus aedilis (Linnaeus, 1758) Dettagli della specie

24.IX.2011 - ITALIA - Emilia-Romagna - MO, M.te Rasola - 1180 m.s.l.m.


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MessaggioInviato: 24/09/2011, 14:36 
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Iscritto il: 09/06/2009, 13:19
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Località: Modena
Nome: Omar Pacchioni
Ciao a tutti.
Trovato questa mattina in mezzo alla corteccia di Pino sp. in celletta pupale.
Purtroppo era morto ma molto morbido .... sarà mancato all' uscita di quest anno ... o sarebbe già stato pronto per l uscita della primavera prossima?
Si tratta di Acantocinus aedelis...giusto?
Si possono catturare anche con le trappole dolci queste bestioline? Qual è l esatto periodo di uscita dal legno ospite?
Il sito è molto interessante, e non è l unico esemplare ritrovato... un altro A.aedelis ma molto secco si è purtroppo rotto.
Insieme a questi... Rhagium inquisitor.
ciao ciao e grazie!
P.S. Gianfranco, di che località in prov. di Modena hai segnalazioni di questa specie? Come mi consigli di prepararlo? LE antenne non si addrizzano.... nn capisco se siano secche ricurve o siano indurite per via della morte dell esemplare.
ri-ciao


aca.jpg

aca2.jpg


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 Oggetto del messaggio: Re: Acantocinus aedelis
MessaggioInviato: 24/09/2011, 15:24 
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Iscritto il: 25/07/2010, 10:05
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Località: Alfianello (BS)
Nome: Leonardo Pini
secondo me l'esemplare non è riuscito ad aprirsi un foro d'uscita e a sfarfallare correttamente, questo spiegherebbe la curvatura degli antennomeri e il fatto che si ripiegano perfettamente assumendo la forma dell'insetto e della celletta pupale. io preparerei l'esemplare come nella foto 2 sistemando meglio le zampe

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LEO


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 Oggetto del messaggio: Re: Acantocinus aedelis
MessaggioInviato: 24/09/2011, 16:00 
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Iscritto il: 30/12/2009, 22:20
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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Per la preparazione non credo ci siano alternative a quanto ha scritto Leonardo.

In quanto alla possibilità di trovarlo in trappola, non mi è mai capitato di trovarci Lamiinae. Tra i Cerambycidae ci vanno alcuni Cerambycini, come i Cerambyx, diversi Clytini, alcuni Lepturini, i Ropalopus, un sacco di Purpuricenus e qualche altro genere.

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Maurizio Gigli
http://utenti.romascuola.net/bups
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 Oggetto del messaggio: Re: Acantocinus aedelis
MessaggioInviato: 24/09/2011, 18:04 
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Iscritto il: 05/09/2009, 7:56
Messaggi: 3445
Località: Cesena
Nome: Gianfranco Sama
Ciao Omar. tanto per cominciare si chiama Acanthocinus aedilis.
Poi ti posso dire che ion Emilia (e lungo l'Appennino in genere) non è affatto comune come potrai vedere dalla CKmap se riesci ad accedere.
Queste le località emiliane che conosco (non è noto di Romagna):
Emilia: Granaglione; M. Cavallo (App. Bolognese) (Sama, 1988); Sestola, Passo del Lupo, giugno 2009, leg. L. Saltini e M. Malmusi leg.; S.Anna Pelago (LS) (Saltini & Malmusi (2010).

Questa specie passa l'inverno come adulto in cellette subcorticali o all'interno della celletta stessa se abbastanza robusta. Non ti aspettare di trovarne in trappole a vino (forse in quelle a feromoni).
Note corologiche e biologiche dal mio Atlas of the Cerambycidae ....
Range. Europe, Caucasus, Asia Minor, Siberia to Sakhalin, northern Mongolia, China, Korean peninsula. Widely distributed and very common in continental Europe from northern Scandinavia to Pyrenees and Alps and from France to European Russian and European Kazakhstan. In Great Britain only in Caledonian Pine Forest (= primeval native pine forest relicts in Scotland) (Hyman, 1992; Cooter, pers. comm.). Sporadic in southern Europe, southward to Spain, Italy (common in northern regions; isolated localities in southern Apennines), and Greece (Peloponnese).
Biology, host plants & flight period. Development in coniferous trees, mostly in Pinus; larvae feeding under bark of dead large trunks and branches. Mature larvae penetrate into the wood and prepare characteristic pupal cells at shallow depth in the sapwood; pupation often occurs under or in the bark. Life cycle of two years. Adults may overwinter in the pupal cells and emerge during the following season, or emerge in late summer or early autumn and hibernate out of the pupal cells. Larval morphology and biology have been studied by many authors: also for references see Duffy (1953), Cherepanov (1991b) and Švácha (2001).

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"Benedetto colui che ti aiuta a correggere i tuoi errori invece di scagliarteli contro"
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 Oggetto del messaggio: Re: Acantocinus aedelis
MessaggioInviato: 24/09/2011, 18:10 
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Iscritto il: 05/09/2009, 7:56
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Nome: Gianfranco Sama
Se vuoi farti una scheda aggiungo anche quanto scrive Vives nella sua Fauna di Spagna (2000)
Vives 2000 - Su larva se conoce desde antiguo, fue descrita por Perris (1856a) y posteriormente por diversos autores que han estudiado su biología, como Neander (1928), Kontkanen (1929), Slais (1941), Duffy (1953) y Tcherepanov (1984). Vive principalmente sobre coníferas de los géneros Pinus, Abies, Picea, Larix y Cedrus. Sus larvas viven bajo la corteza de las ramas recién muertas, donde las hembras colocan sus puestas a través de pequeñas hendiduras que abren con sus mandíbulas, usando la parte dura de su oviscapto como separador de la corteza. Su desarrollo dura generalmente un par de años, tras los cuales la larva prepara su celda pupal bajo la corteza y entre un nido de fibras leñosas; ocasionalmente las larvas de tercer estadio pueden penetrar en el interior del leño y pupar más internamente. Los adultos aparecen de junio a septiembre, generalmente han pasado el invierno en forma pupal o en imago; se aparean sobre los mismos troncos y en algunas localidades meridionales pueden dar lugar a dos generaciones anuales. Son de hábitos crepusculares aunque suelen volar también a pleno sol; se aparean de noche y durante el día se esconden generalmente entre o bajo las cortezas de los pinos. Pinus sylvestris (Tozlu, 2001).
Sus larvas suelen ser atacadas por numerosos himenópteros parásitos como los icneumónidos Atractogaster semisculptus Kriechbaumer, Dolichomitus mesocentrus, D. tuberculatus, Ephialtes manifestator, Neoxorides collaris, Poemenia notata y Xorides ater, y por los bracónidos Atanycolus initiator, Coeloides abdominalis Zetterstedt, Helcon ruspator, Iphiaulax impostor y Onutsira imperator Haliday; también por el diáprido Psilus punctatus y por el díptero taquínido Billaea trigonata Kolomiets.

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 Oggetto del messaggio: Re: Acantocinus aedelis
MessaggioInviato: 26/09/2011, 13:37 
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Iscritto il: 09/06/2009, 13:19
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Nome: Omar Pacchioni
Isotomus ha scritto:
Ciao Omar. tanto per cominciare si chiama Acanthocinus aedilis.
Poi ti posso dire che ion Emilia (e lungo l'Appennino in genere) non è affatto comune come potrai vedere dalla CKmap se riesci ad accedere.
Queste le località emiliane che conosco (non è noto di Romagna):
Emilia: Granaglione; M. Cavallo (App. Bolognese) (Sama, 1988); Sestola, Passo del Lupo, giugno 2009, leg. L. Saltini e M. Malmusi leg.; S.Anna Pelago (LS) (Saltini & Malmusi (2010).

Questa specie passa l'inverno come adulto in cellette subcorticali o all'interno della celletta stessa se abbastanza robusta. Non ti aspettare di trovarne in trappole a vino (forse in quelle a feromoni).
Note corologiche e biologiche dal mio Atlas of the Cerambycidae ....
Range. Europe, Caucasus, Asia Minor, Siberia to Sakhalin, northern Mongolia, China, Korean peninsula. Widely distributed and very common in continental Europe from northern Scandinavia to Pyrenees and Alps and from France to European Russian and European Kazakhstan. In Great Britain only in Caledonian Pine Forest (= primeval native pine forest relicts in Scotland) (Hyman, 1992; Cooter, pers. comm.). Sporadic in southern Europe, southward to Spain, Italy (common in northern regions; isolated localities in southern Apennines), and Greece (Peloponnese).
Biology, host plants & flight period. Development in coniferous trees, mostly in Pinus; larvae feeding under bark of dead large trunks and branches. Mature larvae penetrate into the wood and prepare characteristic pupal cells at shallow depth in the sapwood; pupation often occurs under or in the bark. Life cycle of two years. Adults may overwinter in the pupal cells and emerge during the following season, or emerge in late summer or early autumn and hibernate out of the pupal cells. Larval morphology and biology have been studied by many authors: also for references see Duffy (1953), Cherepanov (1991b) and Švácha (2001).



Quindi Gianfranco, si può dire che nell appennino modenese la specie è ben presente .... giusto?
ciao ciao

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MessaggioInviato: 26/09/2011, 14:22 
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Nome: Gianfranco Sama
Si può dire che c'é; 4 località non sono molte, ma è presumibile che più intense ricerche permettano di repertoriarne altre. Sei sulla buona strada, ma sei l'unico; gli altri entomologi emiliani o sono troppo giovani per avere mezzi di spostamenti propri :mrgreen: o sono troppo vecchi (si fa per dire), oppure hanno altri interessi. :gh: Ci vorrebbe un Entomarci, uno Stagbeetle (o anche un Isotomus) dalle tue parti per "fare legna" :p non solo in senso figurato.

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Isotomus ha scritto:
Si può dire che c'é; 4 località non sono molte, ma è presumibile che più intense ricerche permettano di repertoriarne altre. Sei sulla buona strada, ma sei l'unico; gli altri entomologi emiliani o sono troppo giovani per avere mezzi di spostamenti propri :mrgreen: o sono troppo vecchi (si fa per dire), oppure hanno altri interessi. :gh: Ci vorrebbe un Entomarci, uno Stagbeetle (o anche un Isotomus) dalle tue parti per "fare legna" :p non solo in senso figurato.




Il che mi permette solo di fare uscire mirate, perchè non posso permettermi di uscire a vuoto :gh: :gh:

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Noo Riccardo non tu!!! Le uscite mirate lasciamole ai collezionisti, gli entomologi devono sperimentare posti nuovi per dare un contributo innovativo alla scienza!

A parte questo, ho intenzione di fare un paio di escursioni nel modenese/reggiano a fare legna, perchè sono sicuro che possa saltar fuori qualcosa di interessante, si accettano come sempre compagni di spedizione!!!

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Se organizzate una raccolta di legna e insetti nella collina reggiana, potrei anche pensare di venire!

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Nome: Riccardo Poloni
Si aio capi Marcello, però se faccio prendere mia madre e la faccio stare fuori a non fare niente e a prendere zanzare per un pomeriggio, capisci che se dopo siamo usciti per niente si potrebbe quasi arrabbiare.
Mi farebbe moooolto, ma credimi mooolto piacere andare in posti nuovi, anzi, già adesso provo a scegliere qualche posto nuovo e andare a saggiarlo, ma non sempre posso.

P.s. Se vieni a fare un'uscita nel modenese o nel reggiano se mi avvisi e se possiamo ti porto anche Mauro :mrgreen: :mrgreen:

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Plagionotus ha scritto:
Si aio capi Marcello, però se faccio prendere mia madre e la faccio stare fuori a non fare niente e a prendere zanzare per un pomeriggio, capisci che se dopo siamo usciti per niente si potrebbe quasi arrabbiare.
Mi farebbe moooolto, ma credimi mooolto piacere andare in posti nuovi, anzi, già adesso provo a scegliere qualche posto nuovo e andare a saggiarlo, ma non sempre posso.

P.s. Se vieni a fare un'uscita nel modenese o nel reggiano se mi avvisi e se possiamo ti porto anche Mauro :mrgreen: :mrgreen:



Lascia perdere il "se", l'unica variabile è il "quando"... :mrgreen:

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:mrgreen: :mrgreen: :gh: :gh: hai ragione

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Nome: Violi Michele
Se volete, io nel mio paese, conosco un bellissimo parco selvatico, abbastanza grande, dove l'uomo ancora non l'ha rovinato (anzi, il custode lo tiene alla perfezione!) a parte gli antichi pozzi per estrarre l'acqua, ora abbandonati. Ci sono tutte le latifoglie esistenti (o quasi :gh: ), Biancospini, Prugnoli, Ligustri, Pioppi, Quercie, Sorbi, Celtis.. tranne purtroppo i Faggi e le Conifere, perchè siamo troppo in basso di altitudine. Sono sicuro che il custode, mio amico, ci lascerebbe entrare e far tutte le ricerche che vogliamo liberamente. Sarebbe bello fare un articolo sugli invertebrati di questo posto, visto che non sono statiu documentati mai specificamente. Solo sulle piante vi è una lunga lista di quelle presenti nel parco. Se interessa, posso mettere un pdf o allegato di un depliant che lo descrive bene.

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Nome: Omar Pacchioni
Mikiphasmide ha scritto:
Se volete, io nel mio paese, conosco un bellissimo parco selvatico, abbastanza grande, dove l'uomo ancora non l'ha rovinato (anzi, il custode lo tiene alla perfezione!) a parte gli antichi pozzi per estrarre l'acqua, ora abbandonati. Ci sono tutte le latifoglie esistenti (o quasi :gh: ), Biancospini, Prugnoli, Ligustri, Pioppi, Quercie, Sorbi, Celtis.. tranne purtroppo i Faggi e le Conifere, perchè siamo troppo in basso di altitudine. Sono sicuro che il custode, mio amico, ci lascerebbe entrare e far tutte le ricerche che vogliamo liberamente. Sarebbe bello fare un articolo sugli invertebrati di questo posto, visto che non sono statiu documentati mai specificamente. Solo sulle piante vi è una lunga lista di quelle presenti nel parco. Se interessa, posso mettere un pdf o allegato di un depliant che lo descrive bene.


Ciao Michele,
la cosa potrebbe interessarmi... di che parco si tratta?
Se vuoi, un giorno, possiamo andar a farci una visitina .... sai il alvoro si semplifica nel caso il proprietario ci lasciasse mettere qualche trappola aerea. Se vuoi possiam far il lavoretto assieme, visto che tu sei più comodo al sito :) io potrei far da supervisore e il resto lo fai tu :)
che ne pensi?
Dopo di che si potrebbe anche pubblicare qualcosina
cSe intanto mi dici il luogo di cui stai parlando.... cosi lo guardo su google map.
ciao ciao e grazie
P.S. mi mandi privatamente anche il pdf che hai citato isul psot?
grz
ciao ciao

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