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Popillia japonica Newman, 1841 - Rutelidae

9.VII.2017 - ITALIA - Lombardia - VA, Cardano al Campo


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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 09/07/2017, 14:28 
 

Iscritto il: 07/05/2012, 19:35
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Nome: Mattia Falaschi
Spero proprio di sbagliarmi :cry:


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 Oggetto del messaggio: Re: Popilia japonica?
MessaggioInviato: 09/07/2017, 14:47 
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Iscritto il: 05/02/2009, 17:31
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Nome: maurizio pavesi
invece no :x

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 Oggetto del messaggio: Re: Popilia japonica?
MessaggioInviato: 09/07/2017, 14:59 
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Iscritto il: 09/11/2010, 19:52
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Nome: Luca Bodei
Azz...ho visto in Tv un servizio su questa bestiaccia...nonostante trappolate massicce e consistenti con la cattura di centinaia e centinaia di esemplari,ancora non si è riusciti a fermare la sua veloce espansione...altro che Anoplophora,Rhyncophorus o A.bunjii (che fanno danni anche loro,per carità)...ma sta Popilia,sta facendo danni molto seri alle culture...alcuni agricoltori hanno già chiuso tutto per mancanza di raccolto...un flagello... :shock: Che si potra' mai fare :roll:

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Tc70


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 Oggetto del messaggio: Re: Popilia japonica?
MessaggioInviato: 09/07/2017, 16:10 
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Iscritto il: 30/12/2009, 22:20
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Nome: Maurizio Gigli
Tc70 ha scritto:
Che si potra' mai fare :roll:

Non lo so. In America sono anni che la combattono.

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Maurizio Gigli
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 Oggetto del messaggio: Re: Popilia japonica?
MessaggioInviato: 09/07/2017, 22:12 
 

Iscritto il: 07/05/2012, 19:35
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Nome: Mattia Falaschi
Sapete se era già stato segnalato per comuni lombardi al di fuori del parco del Ticino?
Nel caso a che ente potrei segnalare la cosa?

Grazie a tutti!

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 Oggetto del messaggio: Re: Popilia japonica?
MessaggioInviato: 09/07/2017, 23:21 
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Iscritto il: 05/02/2009, 17:31
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Nome: maurizio pavesi
nel caso, al servizio fitosanitario regionale... ma sospetto che lo sappiano già :oooner:

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 Oggetto del messaggio: Re: Popilia japonica?
MessaggioInviato: 10/07/2017, 5:58 
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Iscritto il: 30/12/2009, 22:20
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Nome: Maurizio Gigli
Avete fatto caso che la maggior parte delle specie esotiche infestanti iniziano ad invadere l'Italia dalla Pianura Padana?

Io spero solo che vicende come questa, prima o poi, servano almeno a:
- insegnarci ad avere più rispetto per l'ambiente e maggior lungimiranza nel gestirlo, senza trasformare vaste zone in monotone monocolture
- far capire alla gente che gli entomologi non sono solo dei personaggi bizzarri da interpellare quando ti entra un insetto in casa

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Maurizio Gigli
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 Oggetto del messaggio: Re: Popilia japonica?
MessaggioInviato: 10/07/2017, 9:09 
 

Iscritto il: 07/05/2012, 19:35
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Nome: Mattia Falaschi
Julodis ha scritto:
Avete fatto caso che la maggior parte delle specie esotiche infestanti iniziano ad invadere l'Italia dalla Pianura Padana?


Una sola parola: Malpensa.

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MessaggioInviato: 10/07/2017, 11:39 
 

Iscritto il: 01/06/2012, 12:24
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Nome: Danilo Baratelli
Si sta espandendo a macchia d'olio. In giro ho anche visto trappole di monitoraggio in tutto il Parco del Ticino dove so che qualche Guardia Ecologica, in una inutile fatica di Sisifo, raccoglie a mano chili di questa bestia. Nel giardino di casa mia, ad Albizzate (VA) è già arrivata, e siamo a quasi 20 km dal nucleo iniziale. Sicuramente è una bestia dannata ma di solito, in un ecosistema naturale, nel giro di qualche anno dovrebbe essere rimessa al posto suo dai predatori che cominciano a conoscerla. In genere resta presente ma non è più così devastante come appena arrivata. Mi vengono in mente gli esempi di altre bestie esotiche ad ampio spettro alimentare, quali Ifantria americana, il cinipide del castagno (che da noi è in netta regressione dopo una fiammata iniziale spaventosa) e il tarlo cinese il cui contenimento ha fatto più danni della bestia in sé. Fa eccezione a questo ragionamento la dannata dorifora che però è confinata ai campi di patate, e mentre scrivo si pasce delle mie di patate. Speriamo nella natura....
Danilo


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MessaggioInviato: 10/07/2017, 13:58 
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Iscritto il: 05/02/2009, 17:31
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Località: milano
Nome: maurizio pavesi
Il Baratelli ha scritto:
... Sicuramente è una bestia dannata ma di solito, in un ecosistema naturale, nel giro di qualche anno dovrebbe essere rimessa al posto suo dai predatori che cominciano a conoscerla...

sì, ma il problema non sono gli ecosistemi naturali, sono quelli innaturali che abbiamo creato facendo del nostro meglio per tenerne lontana qualunque forma di vita "estranea", predatori compresi

in ogni caso in nordamerica, a un secolo dal suo arrivo, sia l'ammontare dei danni causati sia il costo degli interventi di contenimento (anche loro si sono arresi all'evidenza che di eliminarla, anche solo localmente, non se ne parla proprio :x ) continuano a essere esorbitanti :cry:

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MessaggioInviato: 10/07/2017, 20:55 
 

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Nome: Danilo Baratelli
Sono d'accordo in linea di massima ma almeno negli ecosistemi forestali, cosi come i suoi terribili predecessori verra ridimensionata pur senza sparire. Non puo esistere in natura una specie che a lungo prevalga in questo modo sulle altre. Anche le cavallette le processionarie e le limantrie sono costrette a presentarsi a cicli. Poi maurizio, non esageriamo col pessimismo ambientale. Qui da noi e nel parco del ticino abbiamo ancora ecosistemi in buono stato di naturalita'. Una cosa e' certa: ormai i buoi sono scappati ogni intervento e' inutile la palla passa a Manitu'! Ciao Mau un abbraccio. Danilo


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MessaggioInviato: 10/07/2017, 22:30 
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Nome: Luca Bodei
Si pero'...perchè non si fa mai nulla a monte prima e ci si pensa dopo quando il problema ormai è a valle...possibile che in uno stato come l'Italia,non si facciano controlli merce decenti,come succede in altri stati? In Australia (for example) non entra nemmeno uno spillo (per dire,ma anche no) irregolarmente,tutte le merci sia per nave o per aerea vengono individuate prima e trattate di conseguenza poi...perchè da noi non si può fare,con tutta la gente a casa senza lavoro,non sarebbe un opportunità per qualcuno? Abbiamo porti e scali tra i più importanti in Europa,dove arriva merce da tutto il mondo,non sorge a nessuno sto ca... di dubbio??!! Cosa aspettiamo,il disastro? :x

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Tc70


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MessaggioInviato: 11/07/2017, 6:48 
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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Il problema è che il traffico di merci è tale che qualcosa passa comunque, malgrado i controlli. Non credere che in Australia siano immuni a questo fenomeno.

Il problema vero l'hanno individuato Danilo e Maurizio P. (ed era già evidente nel mio intervento precedente), ed è la qualità dell'ambiente.
In ecosistemi scombinati ed impoveriti dall'azione antropica la possibilità che una specie aliena riesca ad insediarsi ed a diventare un flagello aumenta enormemente.

Il motivo per cui molte di queste infestazioni partono dalla Pianura Padana, anche se con notevoli eccezioni, secondo me è da ricercare proprio nell'ambiente profondamente alterato e monotono, più che per la presenza di aeroporti internazionali. Anche qui vicino Roma abbiamo Fiumicino, che non è una scalo di importanza secondaria, ma sono molto poche le specie che partono da qui (e di certo i controlli non sono migliori qui che a Malpensa, anzi probabilmente è il contrario).
Per non parlare dei porti marittimi, che per quanto riguarda grandi quantitativi di merci potenzialmente idonee all'introduzione di specie animali aliene sono più a rischio degli aeroporti. Eppure mi pare che i casi di infestazione che partono da porti come Genova e Napoli siano minori (notevole eccezione, l'Aromia bungii, che comunque si sta diffondendo, per ora, in un'area fortemente antropizzata urbana o della campagna nelle immediate vicinanze di Napoli).

Insomma, se mantenessimo ambienti un po' più vicini alla naturalità, probabilmente ridurremmo le possibilità di insediamento di specie esotiche, e soprattutto le loro esplosioni demografiche sarebbero molto più contenute.

Il Baratelli ha scritto:
Poi maurizio, non esageriamo col pessimismo ambientale. Qui da noi e nel parco del ticino abbiamo ancora ecosistemi in buono stato di naturalita'.
Si, ma ti rendi conto che si tratta di sottili strisce in cui si mantiene un livello di naturalità (che non è buono, ma si e no decente in confronto a ciò che doveva essere in passato, e che ci sembra buono solo in confronto alla devastazione circostante) circondate da un territorio sterminato in cui di naturale non c'è rimasto praticamente più nulla?

Io giro da una vita tutto il Lazio e dintorni, e malgrado siano comunque territori fortemente antropizzati, ed anche il bosco più bello o la cima di montagna più impervia risentano della nostra azione, devo dire che, per un motivo o per l'altro (natura del territorio, principalmente, ma anche un diverso tipo di tradizioni contadine) la campagna qui intorno, con l'eccezione di alcune zone ristrette, presenta un grado di naturalità migliore, un mosaico di piccoli appezzamenti con coltivazioni e caratteristiche differenti, un gran numero di terreni, piccoli o grandi, sfuggiti all'agricoltura e parzialmente ritornati a condizioni leggermente più naturali, ecc. In queste condizioni, è più difficile che si verifichino invasioni. Anche qui arrivano parecchie specie esotiche, però generalmente trovano un loro posto e manifestano una minore tendenza a diventare quelle che gli anglofoni chiamano pests. Rispetto agli ambienti padani che ben ricordo (io sono originario di Lodi, ovvero proprio di una delle zone ecologicamente più devastate, se si eccettuano pochi piccoli appezzamenti lungo l'Adda) perfino i pratacci sulle collinette alla periferia di Roma sembrano ambienti interessanti!

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 11/07/2017, 17:24 
 

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Nome: Danilo Baratelli
Si certo maurizio, per la bassa padana hai ragione. io comunque accennavo alla parte dove vivo io e cioè il varesotto, affatto diverso. Qui dominano l'Eu-Fagion e i Quercetaglia, per metterla sul piano fitosociologico con vaste aree quasi prive di esotiche e formazioni forestali non sfruttate ormai (grazie allo sviluppo industriale e al conseguente abbandono dei contadini delle aree boschive) da oltre settanta anni. La Popilia si è piazzata proprio alla base di queste formazioni nelle boscaglie, queste si relitte, del Ticino, da dove avanza ma verso il basso negli ecosistemi di sostituzione. Li si che farà danni ma comunque col tempo rientrerà in parte nei ranghi. Un esempio vissuto direttamente: negli anni '90 stavo facendo un lavoro entomologico di monitoraggio della Iphantria cunea, lepidottero defoliatore alieno ad ampio spettro alimentare che da almeno 4-5 anni era stato introdotto e stava letteralmente defoliando i querco-carpineti del ticino (maurizio pavesi si ricorderà benissimo). Orbene avevo stabulato circa 500 pube della bestia in questione della prima generazione, di solito più mite ma quell'anno già tremenda e noi tutti si temeva per i nostri boschi. Sai quante farfalle di seconda generazione sono sfarfallate quell'anno? Zero, e infatti la casa mi si è riempita di ditteri e imenotteri parassiti che avenano rincorso la besta per anni sino a sopraffarla. Da allora dell'ifantria americana si è sentito parlare poco. Si tratta a mio parere di uno dei migliori esempi di capacità di omeostasi degli ecosistemi, anche di quelli in parte, dico in parte, compromessi (un campo di patate o di mais, sono un altra cosa). Io che sono ormai anzianetto, ne ho viste di queste cose e credo che la natura alla fine trovi sempre una strada per ripristinare l'ordine delle cose, che magari viene ristabilito su di un piano diverso. Anche i vegetali si comportano così ma con tempi più lunghi. Qualche volta le cose vanno anche in maniera diversa (per esempio il fior di loto o altre esotiche veramente toste) ma fortunatamente si tratta di eccezioni. Io non sarei così pessimista in fondo tutte le bestie quando arrivano (vuoi dalla siberia,dal nor del metiterraneo o dal circolo polare) sono aliene negli ecosistemi ma poi ne entrano a far parte con le loro nicchie, magari certo anche a spese di altre.
Ciao danilo


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MessaggioInviato: 11/07/2017, 18:46 
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Iscritto il: 19/06/2012, 14:35
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Località: Alfonsine (RA)
Nome: Marco Villani
Io credo che ai tempi dell'agricoltura tradizionale che prevedeva la presenza di numerose siepi ai margini dei seminativi e frutteti, con tutta una serie di uccelletti, tra cui molti insettivori, una eventuale infestazione di Popilia japonica sarebbe stata stroncata nel giro di qualche anno. Oggi invece ogni ambiente naturale è stato spazzato via dal progresso dell'agricoltura intensiva e queste cose non possono più accadere, quindi, in mancanza di predatori (eccetto qualche uccello che nidifica intorno ai poderi e negli alberi isolati), potranno intervenire solo i parassiti.

:hi:

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La natura non conosce pause nel progresso e nello sviluppo, ed attacca la sua maledizione su tutta l'inattività.” [GOETHE]


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