Benvenuto Ospite | Iscriviti

Forum Entomologi Italiani

www.entomologiitaliani.net/forum
 
Oggi è 20/06/2019, 11:59

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]

Catocala fraxini (Linnaeus, 1758) - Erebidae Erebinae Catocalini

31.VIII.2013 - ITALIA - Calabria - CS, dint. San giovanni in Fiore, 1.300 m


nuovo argomento
rispondi
Pagina 1 di 1 [ 8 messaggi ]
Autore Messaggio
MessaggioInviato: 15/09/2018, 18:25 
Avatar utente

Iscritto il: 28/04/2010, 23:44
Messaggi: 1777
Località: Roma
Nome: Valerio Viglioglia
Visto che mancava sul forum ecco il più grande Erebidae d'Italia con un apertura alare di oltre 10 cm

Catocala fraxini

IMG_5827 Catocala fraxini.JPG



Inconfondibile perché l'unica con le ali posteriori con la fascia azzurra, almeno in Europa. Fuori dall'Europa in realtà non so se ce ne siano di simili ma non mi pare, al massimo le conosco bianche, tipo la nivea.

Tra le Catocale questa specie, insieme alla più piccola Catocala nymphagoga è tra quelle che viene forse più volentieri al lume, rispetto alle "rosse" ad esempio più restie in genere.
Almeno per la mia esperienza

_________________
Valerio V


Top
profilo
MessaggioInviato: 24/09/2018, 23:54 
 

Iscritto il: 14/04/2011, 12:21
Messaggi: 512
Nome: Rinaldo Nicoli Aldini
Molto bella la foto, splendido l'insetto. Catocala fraxini in natura l'ho incontrata una sola volta, svolazzava di pomeriggio nella penombra di un bosco, sulle nostre Alpi centrali, a circa 1000 metri di quota.
La mia esperienza è però differente: non di rado ho visto attorno alle comuni luci artificiali esterne di case o altri edifici, di sera, più di una specie di catocala 'rossa'. Ed anche entrare di sera in stanze illuminate e con finestre aperte.


Top
profilo
MessaggioInviato: 26/09/2018, 22:37 
Avatar utente

Iscritto il: 20/07/2009, 16:32
Messaggi: 4427
Località: Tempio P. (OT)
Nome: Mauro Doneddu
Nicarinus ha scritto:
La mia esperienza è però differente: non di rado ho visto attorno alle comuni luci artificiali esterne di case o altri edifici, di sera, più di una specie di catocala 'rossa'. Ed anche entrare di sera in stanze illuminate e con finestre aperte.

Non so quanto Catocala fraxini sia attratta dalle luci perché non l'ho mai trovata (non credo ci sia in Sardegna) ma per quanto riguarda le altre specie, ad ali rosse o gialle, la mia esperienza mi porta a confermare quanto scrive Rinaldo. Alla luce del mio terrazzo ho visto arrivare Catocala elocata, Catocala nimphagoga, Catocala nymphaea, Catocala promissa, Catocala conjuncta. A volte contemporaneamente più specie, come in questo caso dove nello stesso scatto compaiono nimphagoga e promissa .
tempio070716 006mod.jpg


_________________
:hi:
Mauro


Top
profilo
MessaggioInviato: 27/09/2018, 16:13 
 

Iscritto il: 14/04/2011, 12:21
Messaggi: 512
Nome: Rinaldo Nicoli Aldini
Altra bella foto, che in questo caso conferma le mie osservazioni. Ricordo una catocala 'ad ali gialle' comune di sera sulla bianca statua del Redentore, illuminata da un potente faro, in posizione panoramica presso Maratea, in giugno, un po' di anni fa.


Top
profilo
MessaggioInviato: 27/09/2018, 19:06 
 

Iscritto il: 30/04/2012, 17:20
Messaggi: 454
Località: Roma & Londra
Nome: Alberto Zilli
La mia esperienza con le Catocale è che è vero che diverse specie vengono bene alla luce, come ad esempio nymphagoga e nymphaea, soprattutto durante le migrazioni, oppure lupina e coniuncta, ma anche che se si mettessero contemporaneamente le esche il numero di individui attratti da queste sarebbe dieci volte superiore. Talvolta si va addirittura oltre. Durante una serata indimenticabile nella Valle dell'Aniene (RM) una volta mi capitò di vedere una sola electa al lume e circa 100-120 alle esche (e avevo messe solo sei esche, non è che avessi cosparso il bosco di zucchero e vino). Più o meno mi pare di aver visto ogni specie di Catocala italiana almeno una volta al lume, ma di certo con le esche è un'altra cosa. Decisamente imprevedibile comunque è il comportamento di Catocala fraxini. Spesso l'ho trovata alle esche e non al lume nel corso della stessa sera. Una volta però ne vidi ben cinque piazzate sotto una lampada fortissima a luce miscelata da almeno 500 W sul muro di una casa nella zona di San Potito (AQ). La luce era così forte che non v'erano altre specie, evidentemente poggiatesi a notevole distanza così come appunto capita quando le luci sono molto forti (infatti c'era un gran volo nei dintorni). Probabilmente per l'attrazione di fraxini intervengono diversi fattori, magari c'è un effetto soglia e la luce deve superare un certo valore di lumen per attirarla, oppure interviene la lunghezza d'onda dell'emissione, la suscettibilità della specie varia dallo stato fisiologico dell'individuo... Comunque, capita sempre tutto e l'eccezione di tutto, come ad esempio vedere Mormo maura al lume (successo anche questo... una volta sola nella vita però). :hi:


Top
profilo
MessaggioInviato: 29/09/2018, 8:56 
Avatar utente

Iscritto il: 20/07/2009, 16:32
Messaggi: 4427
Località: Tempio P. (OT)
Nome: Mauro Doneddu
AZi ha scritto:
Più o meno mi pare di aver visto ogni specie di Catocala italiana almeno una volta al lume, ma di certo con le esche è un'altra cosa.

Avrebbe senso un richiamo "misto", cioè trappola a vino e zucchero di notte sotto il lume? oppure non ci sarebbe rinforzo ma efficacia equivalente al richiamo più forte dei due?

_________________
:hi:
Mauro


Top
profilo
MessaggioInviato: 01/10/2018, 12:52 
 

Iscritto il: 30/04/2012, 17:20
Messaggi: 454
Località: Roma & Londra
Nome: Alberto Zilli
Uh, annosa irrisolta questione dove l'empirismo dei raccoglitori (come quello tra pescatori sulla migliore pastella per attirare i pesci) si mescola ad aspetti fisiologici delle farfalle.
Allora, tradizionalmente si dice che non andrebbero mai combinati i due tipi di raccolte, perché invece di sommarsi i due sistemi attrattivi interferirebbero negativamente l'uno con l'altro. La mia personale esperienza è che la prima esca di una serie, cioè quella più vicina al lume (comunque mai in piena luce), si è sempre rivelata in modo statisticamente significativo quella che ha attirato di meno rispetto alle altre progressivamente più lontane ed al buio. Quindi, forse qualcosa di vero c'è, almeno sul fatto che la luce disturberebbe gli arrivi alle esche. Più difficile è verificare il contrario, cioè se mettere un'esca sotto alla luce diminuisca gli arrivi alla lampada oppure se sia ininfluente: bisognerebbe collocare più trappole o lumi in condizioni equivalenti e associare ad alcuni delle esche per fare dei confronti oggettivi sugli arrivi. L'equivalenza però è difficile da conseguire: due siti nello stesso biotopo possono pur sempre differire notevolmente, il vento per diffondere gli effluvii difficilmente sarà identico etc. A onor del vero, anche nel primo caso ci vorrebbe una standardizzazione dei confronti, però veramente su qualche centinaio di raccolte doppie (esche + lume) che ho fatto il risultato che l'esca più vicina al lume è la peggiore mi sarà capitato nel 98% dei casi.
Altra questione collegata è quella dello stato fisiologico delle farfalle. Che tipo di individui attiriamo? Tutti indifferentemente? Quelli appena sfarfallati? I più anziani? Quali sessi ed in che condizione riproduttiva? Maschi che cercano femmine o che essendosi accoppiati cercano fiori per ripristinare le risorse per formare altre spermatofore? Non è detto infatti che attiriamo sempre lo stesso tipo di individui e credo che questo fatto possa variare notevolmente cosa si attira, quando e con che metodo, per cui diventa difficile generalizzare. Interessante è stata l'osservazione di Daniel Janzen in Costarica, il quale osservò che le sfingi che gli arrivavano al lume erano sempre fresche, mentre individui presi col retino intenti a bottinare su fiori anche vicino al lume erano spesso logori e quindi più anziani. Egli ha quindi postulato che le sfingi neosfarfallate fossero più inclini a confondere gli astri per l'orientamento astronomico coi lumi durante le prime fasi di apprendimento delle caratteristiche del territorio. Al contrario, le sfingi più anziane, avendo acquisito la conoscenza del territorio, volerebbero basandosi sulle caratteristiche salienti della topografia locale (profilo colline, macchie di bosco, siepi fiorite etc.) non curandosi delle luci. Coi saturnidi invece, che non si nutrono da adulti, Janzen non riscontrò differenze. Insomma, variabili su variabili da considerare, anche tassonomiche...
A pensarci bene, raramente ho visto sfingi logore al lume anche da noi... voi? :hi:


Top
profilo
MessaggioInviato: 01/10/2018, 13:04 
Avatar utente

Iscritto il: 20/07/2009, 16:32
Messaggi: 4427
Località: Tempio P. (OT)
Nome: Mauro Doneddu
AZi ha scritto:
A pensarci bene, raramente ho visto sfingi logore al lume anche da noi... voi? :hi:

E' vero, non capitano mai sfingi logore... ma falene di altre famiglie si, anche spesso.

_________________
:hi:
Mauro


Top
profilo
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
nuovo argomento
rispondi
Pagina 1 di 1 [ 8 messaggi ]

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a: