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Physetopoda sp. - Mutillidae Smicromyrminae Smicromyrmini

7.VII.2012 - ITALIA - Sardegna - CA, San Gregorio (Sìnnai), leg. R. Rattu


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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 15/07/2012, 11:13 
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Iscritto il: 02/09/2009, 20:57
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Nome: Roberto Rattu
Questo esemplare mi sembra riferibile a Smicromyrme subcomata ma il parere di Marcello è d'obbligo. Misura 7 mm:

DSCN1302.JPG



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MessaggioInviato: 15/07/2012, 12:11 
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Iscritto il: 02/09/2009, 20:57
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Nome: Roberto Rattu
Torno su questa bestiola, l'ho riguardata e ho dubbi sul genere: potrebbe essere riferibile a Physetopoda?


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MessaggioInviato: 15/07/2012, 13:00 
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Iscritto il: 05/02/2009, 17:47
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Nome: Piero Leo
E' una specie che ho in collezione e la cui identità mi è rimasta incerta (infatti era tra quelle specie di cui volevo prima o poi discutere con Marcello Romano).
Fumea crassiorella ha scritto:
Questo esemplare mi sembra riferibile a Smicromyrme subcomata ma il parere di Marcello è d'obbligo. Misura 7 mm:

DSCN1302.JPG
Fumea crassiorella ha scritto:
Torno su questa bestiola, l'ho riguardata e ho dubbi sul genere: potrebbe essere riferibile a Physetopoda?

In effetti il taxon subcomata Wesmael, 1852 è attualmente (Pagliano & Strumia 2006) incluso nel genere Physetopoda, come sinonimo di P. scutellaris (Latreille, 1792); tuttavia mi sembra che non ci siano molte corrispondenze tra questi esemplari di Sardegna e la descrizione di P. scutellaris del lavoro di Pagliano & Strumia o quella di Invrea (1964) sub Smicromyrme subcomata: tra gli altri vari caratteri osservo che scutellaris (= subcomata) dovrebbe avere il secondo tergite addominale con un'unica macchia mediana di peli argentei (chiaramente qui ne abbiamo tre).
Benché non mi siano sempre ben chiare le differenze atte a distinguere Physetopoda da Smicromyrme, a me sembrerebbe di poter forse assegnare questi esemplari sardi al secondo genere. Seguendo le chiavi di Pagliano & Strumia arriverei a Smicromyrme ausonia Invrea, 1950: questa è stata descritta su esemplari maschi e successivamente vi è stata riunita S. sabatia Invrea, 1953 (descritta su femmine) come sinonimo. Utilizzando la chiave della Fauna d'Italia di Invrea si arriva lo stesso a S. sabatia, tuttavia diversi caratteri della descrizione di quest'ultima non corrispondono con gli esemplari sardi. Forse si tratta di un taxon ancora da descrivere, almeno sul sesso femminile (come forse anche quest'altro: viewtopic.php?f=329&t=1334&hilit=smicromyrme).
;) Sempre in attesa di un parere di Marcello...

:) Ciao
Piero


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MessaggioInviato: 16/07/2012, 20:06 
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Iscritto il: 02/09/2009, 20:57
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Nome: Roberto Rattu
Insomma, una bestia incasinata: ecco perché le chiavi non mi portavano da nessuna parte.

:hi:


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MessaggioInviato: 20/07/2012, 16:42 
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Iscritto il: 02/02/2009, 23:30
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Nome: Marcello Romano
Fumea crassiorella ha scritto:
Insomma, una bestia incasinata :hi:


Bravo Roberto, hai saputo riassumere in un solo aggettivo la situazione di questo e di molti altri Smicromirmini dell'area mediterranea, sui quali regna un caos pressoché totale, specialmente nel sesso femminile, dove i caratteri su cui basarsi sono molto pochi e l'aspetto generale di molte specie è quasi identico e può trarre in inganno.
Venendo a questo particolare caso, dovrei dirti che la tua femmina è una Physetopoda pusilla (Klug, 1835), almeno seguendo l'interpretazione di Pagliano e Strumia (2007), che così la determinano e di Pagliano: "Imenotteri d'Italia (Sapygidae, Scoliidae, Mutillidae, Methochidae, Bradynobaenidae)" (CD nella collana "Piccole Faune" del 2009) che ne figura un esemplare identico al tuo così determinandolo.
Tuttavia, avendo avuto modo di osservare esemplari di Physetopoda pusilla di altra provenienza devo dirti che tale assegnazione non mi trova affatto d'accordo e ritengo, in linea con quanto già scritto da Piero, questo taxon sardo elemento distinto da P. pusilla.
Tieni conto che, da quando Klug, nel 1835, descrisse la sua Mutilla pusilla di Andalusia, gli Autori che si sono succeduti nel tempo hanno interpretato questo taxon ciascuno a suo modo, così determinando sotto questo nome numerose specie fra loro diverse (André da solo identificava come pusilla almeno due specie diverse).
I sintipi di Mutilla pusilla sono conservati al Museo di Berlino e conto prima o poi di richiederli per esaminarli con attenzione, per capire realmente cosa fosse la bestia descritta da Klug.
Un bellissimo esemplare del taxon da te proposto, raccolto dal compianto Carlo Meloni e oggi conservato al Museo di Genova, è attualmente da me in studio, avendolo io subito notato nel poco tempo dedicato alla visita della collezione Meloni, grazie alla cortesia di Roberto Poggi, durante l'ultimo congresso nazionale di entomologia svoltosi a Genova.
Ti allego una tavola contenente alcune immagini di questo esemplare, ovviamente molto ridotta rispetto all'originale.
Non ti nascondo che mi piacerebbe molto poter esaminare, come tu stesso mi hai proposto (e di questo ti ringrazio di cuore) anche solo in studio, il tuo esemplare.


Physetopoda-sp.jpg


_________________
:hi: Marcello Romano


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