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Come si riammorbidiscono gli insetti?



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MessaggioInviato: 12/01/2010, 2:48 
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Nome: Vinicio Salami
dadopimpi ha scritto:
non è colpa dell'aceto, le Cetonischema restano anche per un mese o due molli, se lasciate a temperatura ambiente, ma se sul calorifero ci vorrà solo qualche giorno :D :)


queste erano già secche (imbustate) e svuotate completamente (o quasi), per toglire l'odore di banana marcia; per cui può essere solo opera dell'aceto che è penetrato nelle articolazioni quando le ho siringate.
anche adesso, benchè leggermente migliorate, non sono ancora pronte.

:sick:

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ciao, Vinicio


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MessaggioInviato: 12/01/2010, 21:52 
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Iscritto il: 21/05/2009, 14:59
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Località: Casinalbo (MO)
Nome: Riccardo Poloni
anch'io ne ho riammorbidite di già secche e in parte svuotate ma il fenomeno era lo stesso, boh :? :)

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Riccardo Poloni
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MessaggioInviato: 12/01/2010, 23:29 
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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Visto che ci sono dico pure la mia.

Se c'è tempo a disposizione la camera umida e gli altri metodi tradizionali vanno più che bene, a parte per gli insetti, specialmente se a tegumenti molto spessi e articolazioni particolarmente solide, come grossi curculionidi, grossi Buprestidi, alcuni Dynastini e Goliathini, ecc. uccisi tramite immersione in alcool o con altri metodi barbari (c'è addirittura chi mette gli insetti al sole in una scatola di metallo e li fa morire per surriscaldamento!).

Se serve un ammorbidimento rapido allora ricorro da almeno 30 anni al metodo della siringa descritto in precedenza da Visentini. Va bene anche per insetti piuttosto grossi, potendo disporre di siringhe più grandi del normale (io ne ho anche una da 60 ml in cui posso ammorbidire anche un Cerambyx cerdo, le "normali" sono da 5 ml), Bisogna solo fare attenzione, perchè quando si tira lo stantuffo per creare una depressione all'interno e far uscire l'aria dall'insetto, se vi scappa lo stantuffo dalle mani, povera bestia!

Da qualche anno uso anche il liquido di Barber, già citato in questa discussione: Oltre a comprarlo da Entomopraxis (è piuttosto caro, ma se vi serve per piccoli insetti con un flacone ci andate avanti qualche anno, perchè se ne versate un po' in una provetta a chiusura ermetica lo potete riusare per moltissime volte) potete anche farvelo da soli seguendo queste indicazioni:

Ingredienti e quantità per il Liquido di Barber (1 litro)
• Etanolo 95% 330 cc
• Acqua distillata 350 cc
• Acetato di Etile 150 cc
• Etere etilico 120 cc
• Acido Acetico 10-20 gocce
• Benzene 50 cc.
• Si mischiano gli ingredienti nell'ordine in cui appaiono.

A parte acqua distillata e etanolo, che potete trovare un po' ovunque, le altre sostanze vanno generalmente prese in un negozio di prodotti chimici.

Il liquido di barber funziona bene, ma ci sono tre inconventi:
attenzione a non lasciarci troppo gli esemplari, altrimenti possono staccarsi arti e antenne. (alcuni secondi o al massimo pochi minuti vanno bene, secondo le dimensioni dell'insetto)
le articolazioni risultano un po' "gommose"
il benzene contenuto nel liquido è notoriamente molto volatile e cancerogeno! Quindi evitate di respirarci sopra mentre aprite il barattolo e versate il liquido (ci basta quello che esce dalle vecchie auto non catalizzate, e anche da molte catalizzate tenute male!)

Il fattore "ammorbidente" è probabilmente l'acido acetico, ma le altre sostanze gli permettono di penetrare e attaccare più facilmente i tessuti. Probabilmente l'azione del liquido di Barber non è molto diversa da quella del semplice aceto.

Più semplice da usare è l'acqua calda in cui immergere direttamente l'insetto per alcuni minuti (calda, ma non bollente! va bene anche quella dello scaldabagno). Mettete l'insetto immerso nell'acqua calda in un recipiente chiuso, in modo da portare l'aria che resta nel recipiente al 100% di umidità relativa e aumentare un po' la pressione interna. L'unico inconveniente è che a volte l'acqua calda, se lo è troppo, estrae sostanze grasse biancastre dal corpo dell'insetto, che si depositano sulla cuticola e poi bisogna penare per toglierle.

Se non sbaglio, qualcuno (ora non ricordo chi) ha scritto di usare l'idrato di potassio (noto anche commercialmente come potassa) ovvero idrossido di potassio (KOH) (scusate la pignoleria, ma casualmente insegno anche chimica e mi è rimasta una deformazione professionale :sick: ). Questa sostanza, al pari di tutti gli idrossidi di metalli alcalini, è estremamente basica e fortemente aggressiva, soprattutto nei confronti delle sostanze grasse (viene usata per fare il sapone). Va bene più che altro per sgrassare gli insetti (come ho già scritto in altra discussione), ma mi sembra eccessiva per ammorbidirli (il tempo necessario per ammorbidirli è più che sufficiente per danneggiare almeno parte delle strutture interne).

Da tempo ho in mente di provare ad usare quei solventi venduti in contenitori a spruzzo per togliere gli insetti dal parabrezza dell'auto. Visto come agiscono, sono sicuramente in grado di ammorbidirli in brevissimo tempo, ma non so se e quanto possano danneggiarli. In genere contengono enzimi in grado di attaccare sia le proteine che, probabilmente i grassi. Probabilmente dosandoli bene potrebbero funzionare ottimamente

In conclusione, se possibile, meglio impiegarci più tempo e usare la solita camera umida!

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 13/01/2010, 6:14 
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Nome: Guido Sabatinelli
Importante: per "bollire" gli insetti utilizzare solo acqua distillata che quella del rubinetto in molte regioni lascia residui calcarei.

In camera umida invece paradiclorobenzolo o canfora controllano perfettamente le muffe.

ciao, Guido

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Guido Sabatinelli
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MessaggioInviato: 13/01/2010, 8:20 
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Nome: Roberto A. Pantaleoni
Attenzione, io mi sono sempre occupato poco di preparazione, però molte vostre opinioni sono "tassonomicamente" orientate, quel che vale per un gruppo non sempre vale per un altro. L'uso della camera umida per ammobidire insetti conservati in alcool (il che non significa uccisi immergendoli direttamente in alcool, anzi) non funziona per insetti delicati. Questo è un fatto, però non azzardo una spiegazione dei motivi sui quali ho qualche idea ma nessuna verifica.

Ciao Roberto :to:

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verum stabile cetera fumus


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 10:21 
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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Sicuramente per i Neurotteri ed altri gruppi "delicati" le cose stanno diversamente. Per i Coleotteri uccisi con etere o altri sistemi idonei e conservati in alcool (non superiore al 70%) di solito non c'è bisogno di ammorbidirli, perchè sono già preparabili, a differenza di quelli uccisi in alcool, che non puoi stendergli una zampa neanche a martellate!

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 13/01/2010, 10:36 
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In relazione alla necessità di riammorbidire gli esemplari conservati in alcool, concordo con Julodis/Maurizio sull'effetto poco indurente delle basse gradazioni di etanolo. Però, se si aggiunge all'alcool una quota di glicerolo, le articolazioni rimangono morbide e manipolabili senza problemi di rottura (almeno per gli acquatici, eh!). Io conservo, per problemi di spazio, parte della mia collezione in alcool 90° con il 10% di glicerolo e non ho mai trovato esemplari rigidi. Anche gli stadi larvali si mantengono morbidi in questa soluzione.

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:hi: Giampaolo


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 11:27 
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Nome: Maurizio Gigli
Julodis ha scritto:
Però, se si aggiunge all'alcool una quota di glicerolo, le articolazioni rimangono morbide e manipolabili senza problemi di rottura (almeno per gli acquatici, eh!)

Ottimo consiglio! Ci proverò appena possibile. Potrebbe avere effetto, magari in tempi lunghi, anche su materiale già indurito?

Già che hai tirato in ballo le larve, ne approfitto per fare una domanda un po' strana.
Esiste un sistema per ammorbidire e ridare un po' di volume a larve essiccate e rattrappite da anni, tanto da essere quasi irriconoscibili? (Parlo di larve di Julodis, che sono simili a quelle degli altri Buprestidi ma ricoperte di rigidi peli per muoversi nel terreno - hanno un adattamento simile a quello delle larve dei cetonini).

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 13/01/2010, 11:53 
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Nome: Alberto Buffetti
Guido Sabatinelli ha scritto:
Importante: per "bollire" gli insetti utilizzare solo acqua distillata che quella del rubinetto in molte regioni lascia residui calcarei.


L'ho sperimentato all'inizio :x a spese di una coppia di una coppia di Dicronorrhina micans Drury, 1773!
Da me l'acqua è molto dura!
Per ripulirla non sapevo come fare e poi invece con un po' di aceto diluito in acqua distillata ho risolto il problema.
Adesso uso acqua distillata oppure (solo quando sono senza) acqua del rubinetto con l'aggiunta di alcune gocce d'aceto e gli insetti "escono dal bagno" puliti. :hp:
:hi:

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Ciao.
Alberto
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Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti. (Charles Robert Darwin)


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 13:48 
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Nome: Daniele Sechi
Seguo Maurizio e faccio anche io una domanda un po' diversa.
Oggetto Meloidi genere Meloe o comunque quelli brachitteri con addome che si "sgonfia" una volta disseccato.
Una volta riammorbidito l'insetto, c'è un modo per tenere confio l'addome (che non sia inciderlo e riempirlo di ovatta)? L'ovatta è il metodo che uso normalmente ma il risultato finale raramente mi soddisfa ed è poco rispettoso della forma e delle dimensioni che l'insetto ha in vivo.
Voglio quindi chiedere, c'è qualche fluido che si può inserire nell'addome? Io ho provato con la glicerolo, chiudendo poi il foro con colle varie che non tengono con il risultato che il glicerolo esce dall'insetto, bagna il cartellino e fa scollare l'insetto, ho tentato con la paraffina, ovviamente scaldata in una siringa di vetro per farla diventre liquida, iniettata con un grosso e corto ago, ma la paraffina dentro l'ago si solidifica rapidamente lo ostruisce.
Aiuto! :roll:

_________________
:hi:
Daniele


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 14:39 
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Messaggi: 9517
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Nome: Francesco Izzillo
[b]SMETTILA CON QUESTE PRATICHE SADO-MASO![/b] :shock:

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Francesco Izzillo


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 14:41 
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Nome: Roberto A. Pantaleoni
Due cose:
Glicerolo - l'ho provato perché, dicevano, proteggeva il materiale in alcool da disseccamenti accidentali (oltre a sta cosa della morbidezza)
risultato:
non si dice (o non si sa) che i vapori di alcool col glicerolo (se qualche chimico mi può spiegare il motivo gli sarò grato) corrodono i metalli che è una bellezza ed i coperchi, di metallo, dei miei vasi si sono tutti forati in breve tempo provocando una marea di disseccamenti accidentali :x
Addomi molli - un sistema c'è, ma complesso: la liofilizzazione.
La liofilizzazione si può fare sottovuoto (ed in 24-48 ore si ottiene un risultato discreto), ma ci vuole l'attrezzatura e non sempre non si ha un accartocciamento delle parti molli.
Però se mettete in congelatore l'esemplare appena preparato, in un contenitore che lasci passare l'aria (una scatola di cartone), nel giro di qualche mese l'acqua che contiene sublima e ... udite udite ... non solo mantiene la forma originale, ma in più non si annerisce (il colore verde "non fisico" va comunque perso, per quello non c'è nulla che tenga). Io provai con degli ortotteri.

Ciao Roberto :to:

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MessaggioInviato: 13/01/2010, 15:03 
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Iscritto il: 27/08/2009, 16:11
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Nome: Alberto Buffetti
Stavo rispondendo anch'io di provare con la liofilizzazione ma Hemerobius mi ha preceduto.
Non ho mai provato ma mi sembra una tecnica interessante.
Allego alcune pagine (ho dovuto fare le foto perchè ho cambiato il PC :D e non ho ancora istallato lo scanner) tratte dal libro:
Il naturalista esploratore, raccoglitore, preparatore, imbalsamatore di Zangheri Pietro.
359.JPG

360.JPG

361.JPG

362.JPG

:hi:

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Ciao.
Alberto
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Località: Milano
Nome: Giampaolo Bosi
Hemerobius ha scritto:
non si dice (o non si sa) che i vapori di alcool col glicerolo (se qualche chimico mi può spiegare il motivo gli sarò grato) corrodono i metalli che è una bellezza ed i coperchi, di metallo, dei miei vasi si sono tutti forati in breve tempo provocando una marea di disseccamenti accidentali


In effetti mi sono accorto che i tappi di metallo dei barattoli si sono deteriorati :oops: , anche se non si sono forati ma solo assottigliati. Ho risolto l'inconveniente sostituendoli e, dopo avvitati, rivestendo il tappo e la parte alta del barattolo con due o tre strati di domopak :) . In questo modo tengono che è una bellezza (anche per 2 anni) con minimissime perdite di liquido per evaporazione.

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:hi: Giampaolo


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 16:22 
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Nome: Maurizio Gigli
E' strano che la combinazione glicerolo - alcool (presumo etanolo) abbia proprietà corrosive per i metalli, visto che i due prodotti sono entrambi alcoli e dovrebbero semplicemente mescolarsi senza reagire. Chissà', forse la presenza dell'etanolo (e dell'acqua, che comunque c'è) fa scomporre parte dell'etanolo in qualche acido carbossilico (penso all'acido formico o a quello acetico - soprattutto il primo non scherza!) e questo potrebbe attaccare alcuni metalli formando, ad esempio, dei formiati. Farò qualche prova appena possibile.

Il sistema della liofilizzazione mi pare veramente interessante. Probabilmente è quello usato per ottenere quei meravigliosi bruchi essiccati che si vedono a Entomodena e anche qua e là sul web.

Temo che un liofilizzatore costi un botto! :| Si potrebbe provare a combinare un vecchio congelatore con una pompa a vuoto (magari comprata usata). Bisognerebbe mettere la campana a vuoto nel congelatore e fare un buco nella parete di quest'ultimo per far passare il tubo di aspirazione, a cui collegare la pompa aspirante all'esterno del congelatore. In fondo è un lavoretto di mezz'ora, una volta trovati i componenti necessari. Se trovo il necessario ci provo, poi vi faccio sapere i risultati.
Per ora proverò semplicemente mettendo l'insetto nel freezer del mio frigorifero. E' del tipo "no frost" con circolazione d'aria anti-brinamento, e mi mummifica tutto ciò che non è sigillato, quindi dovrebbe seccare una larva in poche settimane, forse meno.

Se funziona, finalmente avrò Meloe e femmine di Vesperus senza l'addome rattrappito e senza doverli imbottire!

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Maurizio Gigli
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