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Il boschetto di Alfonsine



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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 31/12/2015, 16:16 
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marco villa ha scritto:
Infatti sono a dir poco strabiliato visto che in genere è una specie che si vede in collina. Magari poi è il solito Dorcus, ma era una larva di circa 15-20 mm...
:hi:


li voglio proprio vedere i platicerus di Alfonsine... :lol1:

Vabeh che te ne trovi di roba interessante per carità... ma credo sia una specie di montagna...

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Marci
"S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo,
S'i fosse vento, lo tempesterei,
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s'i fosse dio, mandereil' en profondo" ( Cecco Angiolieri).


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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 31/12/2015, 16:51 
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Già. Poi i Platycerus stanno su faggio o castagno in genere. Questo mi pare fosse dentro legno di salice o pioppo (oppure olmo). Sarà stato un Dorcus sfortunato. Da adulto misurerà si e no 12 mm.

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La natura non conosce pause nel progresso e nello sviluppo, ed attacca la sua maledizione su tutta l'inattività.” [GOETHE]


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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 31/12/2015, 17:02 
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Nome: Maurizio Gigli
Entomarci ha scritto:
marco villa ha scritto:
Infatti sono a dir poco strabiliato visto che in genere è una specie che si vede in collina. Magari poi è il solito Dorcus, ma era una larva di circa 15-20 mm...
:hi:


li voglio proprio vedere i platicerus di Alfonsine... :lol1:

Vabeh che te ne trovi di roba interessante per carità... ma credo sia una specie di montagna...

Io li ho sempre trovati in montagna, eccetto una volta, sui 700 m, vicino al Lago di Vico, ma quello è un ambiente strano, con la faggeta che arriva molto in basso.
Però su CkMap ci sono un sacco di citazioni per località inferiori a 300 - 350 metri, che possono essere considerate di pianura, o almeno bassa collina, sia del Nord che del Centro-Sud d'Italia.
Addirittura, c'è una citazione per Isola Morosini (Gorizia), presso la foce dell'Isonzo, per cui non credo impossibile che sia pure ad Alfonsine. Certamente non è il suo ambiente tipico, ma non si sa mai.

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Maurizio Gigli
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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 31/12/2015, 17:15 
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I cimini sono un ambiente particolare...

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 31/12/2015, 18:34 
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Sì, ma immagino sempre i presenza di castagneti :roll:
Qui di castagni proprio non ce ne sono: solo dei gran salici e pioppi. Magari mi sbaglio ed era dentro un olmo, che sarebbe già più probabile come pianta ospite...

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 31/12/2015, 19:23 
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Nome: Maurizio Gigli
marco villa ha scritto:
Sì, ma immagino sempre i presenza di castagneti :roll:
Qui di castagni proprio non ce ne sono: solo dei gran salici e pioppi. Magari mi sbaglio ed era dentro un olmo, che sarebbe già più probabile come pianta ospite...

I Monti Cimini e il Monte Venere (dove li ho trovati) sono coperti di faggete e castagnete, ambienti adatti ai Platycerus. Normalmente li trovo nelle faggete appenniniche, intorno a 1300 - 1800 m ed anche oltre (la volta che ne ho trovati di più ero sul Monte Viglio, tra 1700 e 1800 m di quota, al limite superiore della faggeta).

Non credo però che siano legati esclusivamente a faggio e castagno, ma solo che li preferiscano. Faggio e castagno sono Fagaceae, per cui, parenti stretti delle querce, in cui penso che possano vivere senza particolari problemi. Non dimentichiamo che, come gli altri nostri Lucanidae, anche questi hanno le larve che vivono nel legno morto, magari già da un po', per cui le differenze tra le varie specie arboree si riducono, e non mi meraviglierebbe se, in condizioni adatte, i Platycerus si potessero trovare anche su olmi o pioppi, o anche salici.

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 31/12/2015, 19:56 
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Penso tu abbia ragione. Prima di dare il verdetto finale è meglio cercare degli adulti o allevarli dalle larve raccolte sul luogo però. Vi terrò informati ;)
:hi:

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 01/01/2016, 10:37 
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Consideriamo anche quel che c'è scritto nel dvd delle Piccole Faune:

Platycerus caprea
:
Bionomia: primaverile. Adulti a volo diurno. Soprattutto in montagna, nei boschi. Specie legata a varie essenze arboree (soprattutto il faggio), nel cui legno morto si sviluppano le larve.

Platycerus caraboides:
Bionomia: primaverile-estiva. Adulti a volo diurno. In aree boscose a basse e medie altitudini. Larve nel legno morto di varie latifoglie.

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 01/01/2016, 12:27 
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Cito franciscolo dal suo volume sui lucanidi: media delle quote è 532 metri dal punto piu basso 20 metri isola morosini di gorizia 1786 terminillo.
Lo eacluderei dalla fauna della bassa romagnola quindi!

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 01/01/2016, 12:29 
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Allora c'è ancora speranza. Domani facciamo la famosa spedizione sul posto e se troviamo altre larve le raccogliamo e proviamo ad allevarle.
Buon Anno :hi:

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 01/01/2016, 12:31 
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Entomarci ha scritto:
Cito franciscolo dal suo volume sui lucanidi: media delle quote è 532 metri dal punto piu basso 20 metri isola morosini di gorizia 1786 terminillo.
Lo eacluderei dalla fauna della bassa romagnola quindi!

Ecco, come non detto :) Si può comunque provare nel dubbio.
:hi:

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 29/01/2016, 12:15 
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Venerdì scorso sono stato alla Fornace Violani per piazzare qualche trappola al suolo che innescherò verso la metà del prossimo mese. Pubblico solo ora le foto, sfruttando questi giorni di malattia :sick:

Due piccole pozze su di un blocco di cemento, nelle quali mi capita di trovare, talvolta, dei Tachyporus annegati, erano completamente congelate.
fotogennaio2016 005.JPG


Raggiungo subito l'area destinata ai trappolamenti. Una distesa prativa xero-igrofila ai margini dei canneti e del boschetto adiacenti allo stagno.
fotogennaio2016 006.JPG


Mi chiedevo, è possibile che l'erba sia così bassa per il solo brucare da parte degli uccelli che abitano il luogo? Del resto non vedo alternative. Gli unici mammiferi di taglia media presenti sono le lepri.

Giungo alle rive dello stagno. Qui trovo tre esemplari di airone bianco maggiore.
fotogennaio2016 007.JPG



Scavando per le trappole trovo questa larva ignota. Cosa sarà mai?
fotogennaio2016 009.JPG


fotogennaio2016 010.JPG



Piazzo in tutto 4 trappole in vari punti del prato, specialmente in prossimità dello stagno. Prossimamente ne metterò delle altre.

Altra vista del luogo.
fotogennaio2016 008.JPG



"Restaurando" una delle vecchie trappole abbandonate lì il novembre scorso, e completamente piene d'acqua (erano in ombra), trovo sul fondo un Paederus più grande dei soliti.

Potrebbe essere Paederus balcanicus? Oltre al P. littoralis, è l'unica specie segnalata per la vicina area della ZPS di Mezzano (RA).
fotogennaio2016 048.JPG



:hi:

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 28/02/2016, 18:45 
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Faccio ora il resoconto dell'uscita di oggi alla Fornace Violani, forse una delle più produttive.

Parto la mattina presto (per il pomeriggio era previsto brutto tempo :cry: ) in bici, attrezzato di sega e coltellino. Lo scopo dell'uscita era quello di raccogliere larve di Saperda puncata sotto le cortecce degli olmo nonché provare a scortecciare varie piante morte per trovare subcorticicoli.

Inizio con le larve di Saperda. Sul luogo si direbbe una specie molto comune. Nel giro di 5 minuti raccolgo una decina di larve (3 però sono rimaste ferite dalle compagne durante il trasporto perché avevo una sola provetta!).
fornace_violani_febbraio 005.JPG


fornace_violani_febbraio 009.JPG



Le larve di S. punctata, dopo essersi sviluppate sotto le cortecce degli olmi, si insinuano nel legno e scavano una celletta che mettono in collegamento con l'esterno tramite un foro chiuso con rosura fibrosa che rimane coperto dalla corteccia.
A sinistra il foro di una celletta contenente la larva in pre-pupa, a destra una celletta già abbandonata dallo scorso anno.
fornace_violani_febbraio 004.JPG



Questa è una foto dell'ambiente. Si tratta di un piccolo boschetto igrofilo a prevalenza di olmo. Si tratta di alberi giovani, con diametro di non oltre 20 cm a causa della grafiosi. Il fossato che vedete in genere è secco durante l'estate, il ché permette lo sviluppo in primavera di alcuni insetti acquatici in assenza del gambero.
fornace_violani_febbraio 010.JPG



Questo olmo (a meno ché abbia preso un abbaglio e si tratti di una farnia) è risultata particolarmente resistente alla grafiosi ed ha raggiunto un dimametro di quasi 50 cm. Ora però è deperente anche per gli attacchi da parte di Saperda punctata e scolitidi.
fornace_violani_febbraio 014.JPG



Inizia quindi la caccia ai subcorticicoli.
Ho indagato le cortecce di un grosso olmo deperente, sotto le quali ho ammirato una grande varietà di specie, alcune delle quali non avevo mai raccolto.
Ho incontrato persino questo Trachys (minutus?) che, sebbene sia una specie banale, ho sempre raccolto esclusivamente battendo le fronde dei salici e pertanto sospettavo si sviluppasse nei rametti sottili di tali piante.
fornace_violani_febbraio 015.JPG



Gli scolitidi sono numerosi ma, salvo due piccoletti, sono tutti sfarfallati da tempo, lasciando le gallerie vuote (o con al più dei resti frammentari e secchi). Oltre alle ramificazioni più usuali, incontro queste gallerie parallele tra loro e che non avevo mai visto prima. Delle vere opere d'arte!
fornace_violani_febbraio 016.JPG



Molto comuni i Corticeus bicolor. Questi due erano in copula.
fornace_violani_febbraio 017.JPG



Soddisfatto, faccio ritorno alla bici ma decido di oltrepassare il canale Naviglio per percorrere un sentiero ai margini dei campi e che passa vicino ad una casa diroccata nelle cui vicinanze avevo adocchiato un bel pioppo nero con un cavo.
fornace_violani_febbraio 018.JPG


fornace_violani_febbraio 019.JPG



Mi sembra adatto ai Rhamnusium bicolor. Che dite?

Vi lascio con una foto raffigurante un gruppetto di funghi arancioni che spuntavano dalle cortecce degli olmi.
fornace_violani_febbraio 001.JPG



A breve aggiungo le foto delle specie raccolte.

:hi:

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 28/02/2016, 19:36 
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Ecco le specie raccolte sotto le cortecce di un grosso olmo.
fornace_violani_febbraio 030.JPG



Estremamente comuni i Corticeus bicolor che ho raccolto in gran quantità per Piero ;)
fornace_violani_febbraio 031.JPG



Piuttosto numerosi anche gli Alphitobius diaperinus.
fornace_violani_febbraio 032.JPG



Un bel Tenebroides (fuscus o mauritanicus?) e un Trachis cf. minutus.
fornace_violani_febbraio 033.JPG



A sinistra i comunissimi Tribolium castaneum e a destra tre coleotterini ignoti.
fornace_violani_febbraio 034.JPG



Due specie di Silvanidae: a sinistra Silvanus unidentatus e a destra Uleiota plana.
fornace_violani_febbraio 035.JPG



Infine qualche non-coleottero: un Lygaeidae e tre psdeudoscorpioni.
fornace_violani_febbraio 036.JPG



In conclusione, questa riserva si sta dimostrando incredibilmente ricca di entità legate specialmente al legno nonostante la sua posizione geografica la renda isolata in un mare di coltivi e asfalto. Molte delle specie raccolte non sono state segnalate nemmeno per la vicina ZPS di Mezzano.

Ciao :hi:

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 Oggetto del messaggio: Re: Il boschetto di Alfonsine
MessaggioInviato: 28/02/2016, 19:38 
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marco villa ha scritto:
Ho incontrato persino questo Trachys (minutus?) che, sebbene sia una specie banale, ho sempre raccolto esclusivamente battendo le fronde dei salici e pertanto sospettavo si sviluppasse nei rametti sottili di tali piante.


Trachys minuta è una specie polifaga che si sviluppa in salici, olmi, meli, noccioli, sorbi, querce, e non so quante altre piante. Però le larve non crescono nei rametti, bensì nelle foglie (le larve di tutte le specie note di Trachys, Habroloma, Brachys e simili sono minatrici fogliari).

Non è poi così banale.

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