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Faggeta notturna



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 Oggetto del messaggio: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 26/08/2014, 0:12 
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Nome: Maurizio Gigli
Oggi, nel tardo pomeriggio sono partito da Serrone per andare a ritirare una trappola per necrofori che avevo piazzato sotto non meno di un quintale di sassi su una delle cime del gruppo del Monte Lupone, che si aggirano sui 1000 m o poco più di altitudine. Sono arrivato sul posto poco prima del tramonto. Per fortuna cinghiali, cani, volpi e altri animali, compresi quelli a due zampe, non l'avevano trovata. Era stracolma di roba, presumo in gran parte il solito Nicrophorus interruptus, ma ci guarderò dopo qualche giorno di permanenza in alcool, così puzzeranno meno.

Vista l'ora ho pensato di restare un po' e provare a vedere se arrivava qualcosa alla luce.

L'ambiente di questi posti è double face: un versante a pascolo piuttosto xerico e pietroso, quello verso SW, e l'altro coperto da una strana faggeta. Io ero proprio sul crinale, a contatto coi due ambienti.

Ecco una vista in direzione Sud. Quello sulla destra è il vero Monte Lupone, il più alto del gruppo, nella parte settentrionale dei Monti Lepini (è una catena nel Sud del Lazio, posta tra il mare e l'Appennino, quasi ad unire il complesso vulcanico dei Colli Albani all'altro gruppo calcareo costiero degli Ausoni ed Aurunci, che segnano il confine meridionale del Lazio.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_L26_002.JPG



Basta girarsi di 180° per vedere un ambiente totalmente diverso. Dal pascolo pietroso si passa ad un ripido versante, amche questo molto pietroso, coperto di una fitta boscaglia. A parte alcuni tratti a bosco ceduo, in gran parte ci si trova davanti a degli strani faggi, molto bassi (il tronco vero e proprio di solito è alto sui due-tre metri, a volte anche meno, da cui si dipartono i rami), contorti e vecchissimi.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_L26_004.JPG


Molte di queste vecchie piante, probabilmente cresciute così contorte per un terreno e/o condizioni climatiche al limite della capacità di adattamento della specie, sono cariate, fortemente attaccate dagli xilofagi (in primo luogo Dicerca alni e Dicerca berolinensis, un po' meno da Rosalia alpina, ed ovviamente altri). Il risultato è che basta una giornata di vento forte, o una nevicata più abbondante, o anche solo sotto il loro stesso peso, per spaccarli. In genere si spacca il tronco ad una certa altezza, e tutta la "testa" della pianta crolla, lasciando un moncone del tronco, alto spesso uno o due metri, che a volte riesce a riprendere la crescita, a volte finisce per morire.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_L26_005.JPG



Per fortuna in questa zona non tolgono più il legno morto da alcuni anni, per cui c'è un'enorme quantità di tronchi morti a terra o in piedi. Con grande piacere degli xilofagi e di chi li cerca.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_L26_006.JPG



Comincia a fare scuro. Piazzo la lampada (i miei soliti led UV e turchese) per vedere se per caso arriva qualcosa, anche se c'è un po' di vento e un'arietta freschetta che mi ha convinto a mettermi un giacchetto. Non sono molto convinto, ma una mezz'oretta ci posso pure provare.
Un po' per non annoiarmi nell'attesa, un po' perchè l'ambiente notturno in questo posto, non è proprio rassicurante, decido di dare un'occhiata con la torcia a qualche tronco, per vedere se per caso c'è ancora in giro qualcosa.

Sulla prima pianta trovo subito un bel Pryonichus ater, che non ho fotografato, perchè è scattato prima l'istinto predatorio. Su quella vicina vedo un Dorcus che, appena illuminato, si rintana in uno dei fori del tronco, e poco più in là un Iphthiminus italicus, che invece si blocca appena illuminato. Questo riesco a fotografarlo.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_OL_002.JPG



Un po' ovunque ci sono i soliti Accanthopus velikensis e i quasi altrettanto comuni Helops.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_OL_003.JPG



Si è fatto completamente buio da qualche minuto, e scopro che la stagione degli Aegosoma scabricorne non è ancora del tutto finita.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_OL_007.JPG



Sul terreno cominciano a girare vari predatori notturni, tra cui un gran numero di questi Staphylinidae, di taglia medio-grande, e un po' dei soliti, onnipresenti Calathus (fuscipes, presumo)

Monte_Lupone_25-VIII-2014_OL_009.JPG



Sui tronchi c'è invece qualche altro predatore, che avrei immaginato più facilmente a terra

Monte_Lupone_25-VIII-2014_OL_011.JPG



E' passata meno di un'ora da quando ho acceso la luce, e circa mezz'ora da quando è completamente buio. Vado a controllare cosa è arrivato, ma come temevo solo qualche falena e la solita miriade di ditteri.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_L26_011.JPG



Fotografo un paio di falene, questa piccolina dall'aspetto interessante, sull'ombrello

Monte_Lupone_25-VIII-2014_OL_012.JPG



E quest'altra, che mi sembra di aver inviato già al Forum tempo fa, che si era posata a terra sotto l'ombrello. Grande quasi come una sfinge.

Monte_Lupone_25-VIII-2014_OL_014.JPG



A quel punto, visto che alla luce pareva non arrivare niente di interessante, e considerando che non mi sentivo molto sicuro ad inoltrarmi da solo in quel bosco, col terreno scosceso e pieno di pietre e ramaglie, col rischio magari di faticare a ritrovare la strada e finire la carica delle pile, ho smontato tutto e me ne sono tornato alla macchina, e per stasera è finita qui.

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Maurizio Gigli
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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 26/08/2014, 12:20 
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Complimenti Maurizio, bel resoconto! :)

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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 26/08/2014, 19:40 
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Lucanus tetraodon ha scritto:
Complimenti Maurizio, bel resoconto!

Quoto :D . Aggiungo solo che di notte pare abbastanza lugubre. Un posto da lupi :xyz (questa mattina avevo scritto qualcosa in più, ma si è bloccato il computer per i troppi programmi aperti, e non ho avuto più voglia di riscrivere tutto :mrgreen: ).

La seconda falena è un Lasiocampide, molto probabilmente Lasiocampa sp. ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 26/08/2014, 19:55 
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Nome: Maurizio Gigli
Alessio89 ha scritto:
Aggiungo solo che di notte pare abbastanza lugubre

Di notte sembra la foresta di Fangorn.

Immagine


Alessio89 ha scritto:
Un posto da lupi

Pare che ultimamente sui Lepini i lupi ci siano tornati. Infatti confesso che non mi sentivo del tutto tranquillo.

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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 26/08/2014, 19:58 
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Nome: Giovanni Altadonna
Julodis ha scritto:
Alessio89 ha scritto:
Aggiungo solo che di notte pare abbastanza lugubre

Di notte sembra la foresta di Fangorn.

Immagine


Alessio89 ha scritto:
Un posto da lupi

Pare che ultimamente sui Lepini i lupi ci siano tornati. Infatti confesso che non mi sentivo del tutto tranquillo.


Ecco perchè è sempre meglio andare accompagnati a fare cacce notturne... :)

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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 26/08/2014, 21:01 
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Nome: Francesco Izzillo
Julodis ha scritto:
Alessio89 ha scritto:
Aggiungo solo che di notte pare abbastanza lugubre

Di notte sembra la foresta di Fangorn.

Immagine


Alessio89 ha scritto:
Un posto da lupi

Pare che ultimamente sui Lepini i lupi ci siano tornati. Infatti confesso che non mi sentivo del tutto tranquillo.

Tranquillo...i lupi non amano il puzzo di coccinella! :mrgreen:

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Francesco Izzillo


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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 26/08/2014, 21:17 
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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Veramente, ero a poche decine di metri da dove avevo filtrato il contenuto della trappola per necrofori lasciata lì due mesi prima, per cui immagina che tipo di puzza poteva esserci, che probabilmente ai lupi non dispiace.

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Maurizio Gigli
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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 27/08/2014, 14:37 
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Nome: Agostino Letardi
Lucanus tetraodon ha scritto:

Ecco perchè è sempre meglio andare accompagnati a fare cacce notturne... :)


...e la prossima volta, fammi un fischio Maurizio che ti accompagnerei volentieri ;)

:hi:

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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 27/08/2014, 14:58 
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Località: Matera
Nome: Domenico Cardinale
Grazie per il reportage Maurizio!! :ok: :ok:

Quella forma dei faggi può essere dovuta alla neve e al pascolamento. Proprio ieri sul Pollino sono passato in una zona con dei faggi simili chiamati "faggi serpente".

_________________
Saluti :hi: Mimmo


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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturnauasi t
MessaggioInviato: 27/08/2014, 20:23 
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Nome: Alessandro Pinna
Bellissimo ed inquietante posto. :ok:
Poi i faggi lasciati lì anche dopo morti sono bellissimi e di sicuro ricchi di xilofagi :p
Peccato che qui non accada, se non di rado. Ma a cosa potrebbe essere imputabile la cosa? Alle temperature meno basse rispetto a qui sulle Alpi, e alla conseguente minor necessità di fare legna da ardere, alla minor densità abitativa, ad un fatto "culturale"?
Forse a tutti questi fattori. Qui da noi ci sono stuoli di boscaioli, professionisti o dilettanti, che con la scusa, almeno in parte, di "tener pulito il bosco", portano via quasi tutto! :(

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AleP


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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 27/08/2014, 21:45 
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Iscritto il: 30/12/2010, 11:51
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Nome: Giovanni Altadonna
AleP ha scritto:

Qui da noi ci sono stuoli di boscaioli, professionisti o dilettanti, che con la scusa, almeno in parte, di "tener pulito il bosco", portano via quasi tutto! :(


Non dirlo a me, non dirlo a me, caro Alessandro... da noi in Sicilia non danno agli alberi neanche il tempo di morire per cause naturali... :devil:

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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 28/08/2014, 8:21 
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Iscritto il: 23/09/2009, 15:14
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Nome: Alessandro Pinna
Lucanus tetraodon ha scritto:
AleP ha scritto:

Qui da noi ci sono stuoli di boscaioli, professionisti o dilettanti, che con la scusa, almeno in parte, di "tener pulito il bosco", portano via quasi tutto! :(


Non dirlo a me, non dirlo a me, caro Alessandro... da noi in Sicilia non danno agli alberi neanche il tempo di morire per cause naturali... :devil:

Che bastardi! :no: :x
A maggior ragione quindi mi chiedo come mai in Lazio, ed altre regioni limitrofe, si trovino così spesso aree con tanti alberi morti lasciati in loco. Questo accade, se ho ben capito, anche al di fuori di aree protette.

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AleP


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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 30/08/2014, 18:28 
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Rispondo in ritardo, ma non mi sono collegato per qualche giorno.

AleP ha scritto:
A maggior ragione quindi mi chiedo come mai in Lazio, ed altre regioni limitrofe, si trovino così spesso aree con tanti alberi morti lasciati in loco. Questo accade, se ho ben capito, anche al di fuori di aree protette.


AleP ha scritto:
Peccato che qui non accada, se non di rado. Ma a cosa potrebbe essere imputabile la cosa? Alle temperature meno basse rispetto a qui sulle Alpi, e alla conseguente minor necessità di fare legna da ardere, alla minor densità abitativa, ad un fatto "culturale"?


Premetto che questa non è un'area protetta. Almeno, non rientra in nessun parco o riserva naturale.

Io credo che dipenda in parte dal fatto che un minimo di coscienza ambientale si sta formando e gli abitanti delle campagne, che quando vogliono o quando ne hanno necessità sono in grado di fare danni incredibili, possono anche essere i migliori protettori dell'ambiente, una volta che ne abbiano capita l'importanza.

Ma il motivo principale credo che sia economico. A parte le zone molto comode, non vale neanche la pena di mettersi a raccogliere un po' di legna qua e là. Ormai hanno tutti il metano, che probabilmente costa meno della legna (andarla a prendere o comprarla), e si comincia a vedere anche un po' di solare. Certamente ci sono zone in cui viene regolarmente praticata la ceduazione e la raccolta della legna, ma questo riguarda poco o niente i piccoli appezzamenti in zone poco gestibili o le zone demaniali.

Bisogna anche considerare che molte zone rurali e montane sono, in alcune regioni italiane, attualmente meno abitate che in passato, in seguito al trasferimento nelle città nella seconda metà del '900. Ci sono magari tante case sparse o nei piccoli centri, ma molte sono disabitate o abitate solo in brevi periodi (durante le ferie). Ad esempio, nel paese in cui ho casa io, Serrone, nel periodo estivo, soprattutto ad agosto, ci sarà il triplo delle persone che vi abitano permanentemente. Ma tutta questa gente in più non ha nè il bisogno nè l'intenzione di andare a far legna. In passato, invece, la gente viveva fissa in questi luoghi, ed aveva veramente bisogno di legna per scaldarsi e cucinare.

I motivi climatici credo c'entrino poco. Tra le zone del mondo più ripulite da ogni sterpaglia, ramo o tronco ci sono proprio quelle più calde e aride, come l'Africa subsahariana, il Maghreb, il Medio Oriente, ecc.
Ci sono posti dove è quasi impossibile trovare un rametto secco di un arbusto! Come ben sa chi se ne va in giro per quelle zone in cerca di xilofagi.

Mimmo011 ha scritto:
Quella forma dei faggi può essere dovuta alla neve e al pascolamento.

Il pascolamento sicuramente incide, e molto. La neve, in quel posto non credo, perchè a parte annate particolari, non ne cade molta (non si superano i 1000 m di quota). Piuttosto, potrebbe dipendere da condizioni pedologiche e climatiche vicine al limite della specie. Dal punto di vista del cercatore di xilofagi, comunque, tutto ciò non è male, perchè più le piante sono stressate, più vengono attaccate dagli insetti.
neurottero ha scritto:
Lucanus tetraodon ha scritto:

Ecco perchè è sempre meglio andare accompagnati a fare cacce notturne... :)


...e la prossima volta, fammi un fischio Maurizio che ti accompagnerei volentieri ;)

:hi:

Non mi dispaicerebbe, ma questa volta partivo da Serrone, non da Roma. Ma l'anno prossimo (ormai le ferie sono finite e lunedì si riattacca) se ti va di venirmi a trovare, sei il benvenuto.

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Maurizio Gigli
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 Oggetto del messaggio: Re: Faggeta notturna
MessaggioInviato: 10/12/2014, 20:59 
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Iscritto il: 28/04/2010, 23:44
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Nome: Valerio Viglioglia
Visto che qui passeranno pochi farfallari ci penso io :)
La grossa falena è sicuramene una femmina di Lasiocampa quescus
La bianca interessante è un geometride e in realtà è probabilmente una banalissima Epirrhoe galiata o meno probabilmente una E. rivata
:hi:

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Valerio V


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