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Cos'è un paralectotipo e come viene designato



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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 17/03/2009, 14:14 
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Iscritto il: 02/02/2009, 23:30
Messaggi: 6686
Località: Capaci (Pa)
Nome: Marcello Romano
Vi sottopongo quanto ho letto in un recente contributo scientifico, omettendo volontariamente il nome dell'Autore e qualunque riferimento possa permettere di risalirvi.
Vi chiedo: è corretto quanto viene scritto?

Nel 19.. un entomologo (oggi deceduto), esaminando un'antica collezione, dove sono custoditi i sintipi di una specie da lui trattata nel lavoro, scrive:
" ...la descrizione di questa specie fu eseguita da .... su tre esemplari sintipici di ... [viene indicata la patria tipica]. Ho avuto l'opportunità di studiare tale materiale, conservato presso...e ho constatato che solo uno dei tre sintipi è oggi presente. Questo sintipo viene qui designato come LECTOTIPO e così etichettato."

Nel 20.. un altro entomologo, nel rivedere i materiali di questa antica collezione, parlando di questa stessa specie indicata sopra, scrive:
"In collezione sono presenti due esemplari. Uno è stato designato da .... (19..) quale lectotipo. Al contrario di quanto questo autore asserisce, vi sono però due esemplari in collezione; il secondo esemplare è quindi un paralectotipo".
La cosa è evidenziata in neretto e riportata nell'abstract.

Il mio dubbio è: paralectotipo diviene, automaticamente, ciascun esemplare della serie dei sintipi che rimane dopo la designazione del lectotipo o deve essere indicato dallo stesso Autore nel lavoro in cui ha designato il lectotipo? Può farlo un autore successivo?
Grazie delle risposte :)

_________________
:hi: Marcello Romano


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MessaggioInviato: 17/03/2009, 19:00 
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Iscritto il: 05/02/2009, 17:31
Messaggi: 8343
Località: milano
Nome: maurizio pavesi
ciao marcello

divengono automaticamente paralectotipi tutti quelli che in precedenza erano sintipi; cioè, ovviamente tutti meno quello che è stato designato come lectotipo

non ha importanza se l'autore che ha designato il lectotipo ne fosse a conoscenza; del resto, con le edizioni del codice precedenti all'ultima, sono sintipi tutti gli esemplari di cui si sa che l'autore era a conoscenza e che non sono stati esclusi dalla serie tipica, menzionati separatamente dalla stessa o attribuiti dubitativamente al nuovo taxon, anche quelli che vengono scoperti a distanza di tempo in qualche collezione, e tutti questi divengono paralectotypi

non ha nemmeno importanza che in mezzo possano esserci due o più specie confuse tra loro, questo succede ed è successo anche con i paratipi, significa solo che il concetto che l'autore aveva del suo nuovo taxon era impreciso, ma questo non compromette la validità del taxon medesimo... ovvio che non sto parlando di validità della specie dal punto di vista tassonomico, ma della validità dal punto di vista nomenclatoriale di ciò che il codice, con una locuzione che trovo orrida, chiama "taxon nominale del livello specie", in altre parole della disponibilità del nome così introdotto, disponibilità che rimane inalterata anche se la specie dal punto di vista tassonomico non è valida

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