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Eurythyrea micans (Fabricius, 1792) Dettagli della specie

12.VII.2011 - ITALIA - Lazio - RM, Roma, parco della Caffarella


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MessaggioInviato: 09/04/2013, 14:19 
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Mi sembra Eurythyrea micans.

Ne ho raccolte due che sono arrivate mentre ero comodamente seduto su un pioppo morto a terra mangiando un panino :)

L. = 16 - 17 mm

Ne mostro una


IMG_4496aa.JPG


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Valerio V
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 Oggetto del messaggio: Re: Eurythyrea micans
MessaggioInviato: 09/04/2013, 14:32 
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:ok:(tranne che per lo spillo :devil: )

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Francesco Izzillo


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 Oggetto del messaggio: Re: Eurythyrea micans
MessaggioInviato: 09/04/2013, 15:21 
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Nome: Maurizio Gigli
Quante storie co' 'sti spilli!
Su questa ci può pure stare!

Le Eurythyrea, sia questa che la austriaca, atterrano spesso sulle persone ferme, probabilmente scambiandole per tronchi. Lo stesso fanno alcuni Buprestis.

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 09/04/2013, 18:14 
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Nome: Valerio Viglioglia
Julodis ha scritto:
Le Eurythyrea, sia questa che la austriaca, atterrano spesso sulle persone ferme, probabilmente scambiandole per tronchi. Lo stesso fanno alcuni Buprestis

Non mi è mai atterrato nessun buprestide addosso purtroppo, solo una volta una Aromia moschata sul costume.

f.izzillo ha scritto:
:ok: (tranne che per lo spillo :devil: )

Per queste non mi pento dello spillo :) al contrario dell'Anthaxia hungarica e soprattutto dei due Agrilus dianthus
:roll: :oops:

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Valerio V


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MessaggioInviato: 09/04/2013, 22:21 
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Nome: Maurizio Gigli
Valerio ha scritto:
Non mi è mai atterrato nessun buprestide addosso purtroppo, solo una volta una Aromia moschata sul costume.

A me è successo diverse volte. Sul momento ricordo:
Eurythyrea micans
Eurythyrea austriaca
Buprestis haemorrhoidalis
Buprestis novemmaculata
Buprestis splendens
Melanophila cuspidata
Anthaxia laticeps

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 10/04/2013, 9:15 
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Nome: Gianfranco Curletti
Valerio ha scritto:
Mi sembra Eurythyrea micans.

Ne ho raccolte due che sono arrivate mentre ero comodamente seduto su un pioppo morto a terra mangiando un panino :)

L. = 16 - 17 mm

Ne mostro una


Mai avuto il piacere di trovarne una in natura. Chissà se qualche romano o qualche campano (non faccio nomi) mi invita per trovarne qualcuna?


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MessaggioInviato: 10/04/2013, 10:33 
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Nome: Francesco Izzillo
Autarcontes ha scritto:
Valerio ha scritto:
Mi sembra Eurythyrea micans.

Ne ho raccolte due che sono arrivate mentre ero comodamente seduto su un pioppo morto a terra mangiando un panino :)

L. = 16 - 17 mm

Ne mostro una


Mai avuto il piacere di trovarne una in natura. Chissà se qualche romano o qualche campano (non faccio nomi) mi invita per trovarne qualcuna?

Non ho capito bene a chi ti riferissi quando hai detto "qualche campano" :gh:
Scherzi a parte puoi venire quando vuoi ti ospito ben volentieri, però non per la micans; ti spiego come stanno le cose. A parte qualche esemplare isolato qua e la, un po' di anni fa andavamo a prenderla (Crovato ed io) lungo una statale a Serre (SA) su un filare di pioppi neri (cipressini) dove esemplari morti e/o deperienti si alternavano a piante vive; insomma l'habitat ideale per questa specie che si rinveniva abbastanza numerosa insieme all'aenea. In questo sito siamo a riusciti a prendere anche qualche maschio con la telescopica. Aggiungo, particolare non di poco conto, che nei campi praticamente di fronte ai pioppi catturavamo sui peri anche la Chalcophorella fabricii. Bene, siamo tornati una stagione e abbiamo trovato completamente ripulita la zona dai pioppi morti e deperienti! Le poche piante sane rimaste non offrono più nulla. Inoltre i peri hanno smesso di offrire la Chalcophorella (fenomeno già osservato in altri siti).
Avevo scoperto un altro sito alla foce del Fiume Garigliano (lato in provincia di Caserta); stesso discorso con la presenza anche della Trachyperis. Ogni luglio 5 o 6 micans in una mattinata erano assicurate. Per non farla lunga: hanno tagliato tutti i pioppi sia morti che vivi! Ne hanno lasciati due, non so perché :roll: , sui quali non si trova più nulla. Che dirti? Credo che attualmente sia molto più ritrovata nel circondario di Roma. :hi:

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Francesco Izzillo


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Nome: Gianfranco Curletti
f.izzillo ha scritto:
Autarcontes ha scritto:
Valerio ha scritto:
Mi sembra Eurythyrea micans.

Ne ho raccolte due che sono arrivate mentre ero comodamente seduto su un pioppo morto a terra mangiando un panino :)

L. = 16 - 17 mm

Ne mostro una


Mai avuto il piacere di trovarne una in natura. Chissà se qualche romano o qualche campano (non faccio nomi) mi invita per trovarne qualcuna?

Non ho capito bene a chi ti riferissi quando hai detto "qualche campano" :gh:
Scherzi a parte puoi venire quando vuoi ti ospito ben volentieri, però non per la micans; ti spiego come stanno le cose. A parte qualche esemplare isolato qua e la, un po' di anni fa andavamo a prenderla (Crovato ed io) lungo una statale a Serre (SA) su un filare di pioppi neri (cipressini) dove esemplari morti e/o deperienti si alternavano a piante vive; insomma l'habitat ideale per questa specie che si rinveniva abbastanza numerosa insieme all'aenea. In questo sito siamo a riusciti a prendere anche qualche maschio con la telescopica. Aggiungo, particolare non di poco conto, che nei campi praticamente di fronte ai pioppi catturavamo sui peri anche la Chalcophorella fabricii. Bene, siamo tornati una stagione e abbiamo trovato completamente ripulita la zona dai pioppi morti e deperienti! Le poche piante sane rimaste non offrono più nulla. Inoltre i peri hanno smesso di offrire la Chalcophorella (fenomeno già osservato in altri siti).
Avevo scoperto un altro sito alla foce del Fiume Garigliano (lato in provincia di Caserta); stesso discorso con la presenza anche della Trachyperis. Ogni luglio 5 o 6 micans in una mattinata erano assicurate. Per non farla lunga: hanno tagliato tutti i pioppi sia morti che vivi! Ne hanno lasciati due, non so perché :roll: , sui quali non si trova più nulla. Che dirti? Credo che attualmente sia molto più ritrovata nel circondario di Roma. :hi:


Vabbè l'avrei giurato. Pazienza, ma cerca di trovare altri siti. Mi pare impossibile che ci siano solo quei due nei dintorni. Poi mi chiami.


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f.izzillo ha scritto:
Credo che attualmente sia molto più ritrovata nel circondario di Roma. :hi:

Diciamo piuttosto Roma. Infatti quasi tutti i posti in cui è ancora possibile ritrovarla (molto meno che in passato) sono in città. Parchi pubblici, pioppi lungo le strade, qualche pioppo malandato rimasto lungo le marane in periferia. Poi, se si è fortunati, qualcuna può capitare di trovarla anche nei dintorni, lungo il Tevere, l'Aniene o qualche fosso, ma sempre meno. (in un paio di posti vicino casa mia ogni tanto capita ancora).

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MessaggioInviato: 10/04/2013, 19:31 
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Cita:
Vabbè l'avrei giurato. Pazienza, ma cerca di trovare altri siti. Mi pare impossibile che ci siano solo quei due nei dintorni. Poi mi chiami.

Gianfranco ti chiamerei (o chiamerò) molto volentieri! :lov2: La situazione del Pioppo nero (che è è l'unico praticamente presente in Campania) nella mia Regione è molto particolare e di conseguenza anche quella della micans. Al momento non ho il tempo per spiegarla in maniera esaustiva ma, appena posso, ti faccio un rapporto particolareggiato su questo stesso post. :hi:

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Francesco Izzillo


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MessaggioInviato: 11/04/2013, 14:50 
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Nome: Francesco Izzillo
Gianfranco, come ti avevo anticipato provo a spieagare lo stato dell'arte riguardo a Pioppo/micans.

In Campania, salvo rare eccezioni, si riscontra una forte presenza del Pippo nero. In particolare perché in passato, e in parte anche oggi, era l'unico albero impiegato nella coltura della "vite maritata". Tale dizione sta a intendere la coltivazione della vite (vino asprino, asprinio o asprigno che dir si voglia) che si sposava con il pioppo, albero che reggeva gli alti pergolati di tale razza di uva. La coltura consisteva in lunghi filari di pioppi annosi posti a una dozzina di metri gli uni dagli altri, intervallati da un paio di alte pertiche tra una pianta e l'altra, che reggevano alti pergolati di vite che spaziavano in verticale da un metro circa da terra fino a 6/8m di altezza (propongo qualche foto per meglio chiarire la mia spiegazione).
Fino a non moltissimi anni fa l'asprino era un vino molto apprezzato localmente in ambito di paesi sostanzialmente legati ad una economia agricola. Tali colture erano la norma nel casertano e in alcune zone del napoletano. Ovviamente accadeva statisticamente che alcuni pioppi morissero e data la difficoltà di espianto i contadini li conservavano in loco il più a lungo possibile. Pertanto l'alternarsi di piante sane e non creava l'habitat ideale per l'E. micans e per la D.aenea.
Nel tempo questa coltura ha subito un netto regresso; Spesso le viti, non più molto remunerative ma in compenso molto onerose dal punto di vista della manutenzione, sono via via state espiantate per far posto a colture intensive di grano, granturco, fave, patate, etc... . In parte l'antropizzazione ha sottratto ettari ed ettari di terreno agricolo per destinarlo a nuove abitazioni. Oggi nel casertano esistono ancora coltivi a "vite maritata" ma i tempi si sono incattiviti e non è proprio il caso dalle mie parti, ad esempio, di entrare in campi recintati (tutti) per fare ricerche entomologiche. Fino a non moltissimo molte strade statali, interpoderali, etc erano alberate a pioppo ma stanno sempre più scomparendo in quanto le piante risultano pericolose per la circolazione delle auto (è il caso della statale di Serre!). A foce Garigliano i grossi pioppi reggevano le funi di acciaio che servivano a manovrare le grosse bilance da pesca che venivano usate sul fiume. Questo tipo di pesca un po' vietato e un po' non più redditivo è stato abbandonato...e dopo un po' addio pioppi! Si aggiunga che tutte le piante annose che muoiono (ma anche no) in zone più o meno "libere" vengono immediatamente segati e portati via....e, senza dilungarmi oltre, si capisce perché sia tanto difficile trovare un sito (accessibile) dove sia ragionevolmente possibile prendere qualche micans con un minimo di regolarità. Spero di essere stato abbastanza chiaro senza averti annoiato.


Vite maritata 3.jpg

Vite maritata 2.jpg

Vite maritata.jpg


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:sh: Una incredibile paratica colturale,
ci credo che la stanno abbandonando è più comodo tenere i vigneti ad altezza d'uomo che non arrivare fin lassù.
Senza foto avrei stentato a crederlo.

Certo però i pioppi abbandonati potrebbero pure lasciarli in pace, così come tutti gli altri vecchi alberi in giro per l'italia :cry:

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Valerio ha scritto:
Una incredibile pratica colturale,

La vite maritata non era una pratica poco diffusa come può sembrare. Ad esempio, era molto praticata anche in Emilia Romagna e in altre aree padane, solo che lì si usava prevalentemente l'olmo. Ricordo che anni fa feci un lavoro nella zona tra Reggio Emilia e Parma, e c'erano ancora terreni coltivati così, con piccoli olmi che reggevano le viti. Presumo ce ne siano ancora, ma i nostri amici emiliani lo sapranno certamente.

Qui c'è un interessante lavoro sulla storia di questo tipo di coltivazione nella Pianura Padana nel corso dei secoli.

f.izzillo ha scritto:
In Campania, salvo rare eccezioni, si riscontra una forte presenza del Pippo nero.

:shock:
Ora mi spiego cose come questa!

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=u3mWy6TRkTY

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f.izzillo ha scritto:
Gianfranco, come ti avevo anticipato provo a spieagare lo stato dell'arte riguardo a Pioppo/micans.

In Campania, salvo rare eccezioni, si riscontra una forte presenza del Pippo nero. In particolare perché in passato, e in parte anche oggi, era l'unico albero impiegato nella coltura della "vite maritata". Tale dizione sta a intendere la coltivazione della vite (vino asprino, asprinio o asprigno che dir si voglia) che si sposava con il pioppo, albero che reggeva gli alti pergolati di tale razza di uva. La coltura consisteva in lunghi filari di pioppi annosi posti a una dozzina di metri gli uni dagli altri, intervallati da un paio di alte pertiche tra una pianta e l'altra, che reggevano alti pergolati di vite che spaziavano in verticale da un metro circa da terra fino a 6/8m di altezza (propongo qualche foto per meglio chiarire la mia spiegazione).
Fino a non moltissimi anni fa l'asprino era un vino molto apprezzato localmente in ambito di paesi sostanzialmente legati ad una economia agricola. Tali colture erano la norma nel casertano e in alcune zone del napoletano. Ovviamente accadeva statisticamente che alcuni pioppi morissero e data la difficoltà di espianto i contadini li conservavano in loco il più a lungo possibile. Pertanto l'alternarsi di piante sane e non creava l'habitat ideale per l'E. micans e per la D.aenea.
Nel tempo questa coltura ha subito un netto regresso; Spesso le viti, non più molto remunerative ma in compenso molto onerose dal punto di vista della manutenzione, sono via via state espiantate per far posto a colture intensive di grano, granturco, fave, patate, etc... . In parte l'antropizzazione ha sottratto ettari ed ettari di terreno agricolo per destinarlo a nuove abitazioni. Oggi nel casertano esistono ancora coltivi a "vite maritata" ma i tempi si sono incattiviti e non è proprio il caso dalle mie parti, ad esempio, di entrare in campi recintati (tutti) per fare ricerche entomologiche. Fino a non moltissimo molte strade statali, interpoderali, etc erano alberate a pioppo ma stanno sempre più scomparendo in quanto le piante risultano pericolose per la circolazione delle auto (è il caso della statale di Serre!). A foce Garigliano i grossi pioppi reggevano le funi di acciaio che servivano a manovrare le grosse bilance da pesca che venivano usate sul fiume. Questo tipo di pesca un po' vietato e un po' non più redditivo è stato abbandonato...e dopo un po' addio pioppi! Si aggiunga che tutte le piante annose che muoiono (ma anche no) in zone più o meno "libere" vengono immediatamente segati e portati via....e, senza dilungarmi oltre, si capisce perché sia tanto difficile trovare un sito (accessibile) dove sia ragionevolmente possibile prendere qualche micans con un minimo di regolarità. Spero di essere stato abbastanza chiaro senza averti annoiato.

E' una pratica cho conosco bene, avendo studiato enologia. Ricordo i filari che mi citi in grande quantità quando (tanti) anni fa passavo in Campania. Però non conosco il vino asprino. Cosa aspetti a farmelo degustare?


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E' una pratica cho conosco bene, avendo studiato enologia. Ricordo i filari che mi citi in grande quantità quando (tanti) anni fa passavo in Campania. Però non conosco il vino asprino. Cosa aspetti a farmelo degustare?

:ok: Va bene, è un vinello (bianco) oggi non molto apprezzato ma sicuramente troverò il modo di fartelo assaggiare. O te lo porto personalmente a Modena alla prima occasione o te lo faccio avere tramite qualche "corriere" sempre in occasione della ento-mostra. Ovviamente se dovesse verificarsi che vieni a prendere l'Eurythyrea giù dalle mie parti... il discorso cambia. :mrgreen:

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