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Latipalpis (Latipalpis) plana plana (A. G. Olivier, 1790) Dettagli della specie

IV.2009 - ITALIA - Sardegna - CA, Sinnai, San Gregorio


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 0:08 
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Iscritto il: 05/02/2009, 17:47
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Nome: Piero Leo
Un'altro bellissimo Buprestide della fauna italiana: Latipalpis (Latipalpis) plana ssp. plana (G. Olivier, 1790).
Questo esemplare, o meglio questo pezzetto di legno (se ben ricordo Quercus ilex), mi è stato donato dagli amici Andrea e Roberto Rattu.

Lunghezza: 22 mm.
Sardegna, Sinnai (Cagliari), San Gregorio, IV.2009, R. Rattu leg.
Latipalpis_SanGregorio.01.jpg



Latipalpis_SanGregorio.02.jpg

Latipalpis_SanGregorio.03.jpg

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MessaggioInviato: 13/01/2010, 11:33 
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Iscritto il: 02/09/2009, 20:57
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Nome: Roberto Rattu
:ok: :ok: Il nostro Dadopimpi - in un esemplare che gli ho ceduto - mi faceva notare la banda bronzea lungo la sutura elitrale. La si rinviene anche nelle popolazioni non sarde?


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 14:54 
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Iscritto il: 21/05/2009, 14:59
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Nome: Riccardo Poloni
gli esemplari (sono due :mrgreen: ) sono esattamente identici a quello di Piero, tranne che la sutura è un po' più dorata, nella collezione Malmusi-Padovani ho visto che tutti gli esemplari sono completamente verdi, forse le Latipalpis di Sardegna sono da attribuirsi a una razza diversa? o a una sottospecie diveersa?, ma non la vedo segnata in letteratura, un esemplare sardo infatti non ce l'hanno, ma solo dei continentali (che brutto termine), Piero, illuminaci :gh:

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Riccardo Poloni
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MessaggioInviato: 13/01/2010, 15:54 
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Iscritto il: 05/02/2009, 17:47
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Nome: Piero Leo
Premesso che di Buprestidi poco o nulla so (e che, nel caso, saranno graditi pareri più autorevoli).
E' pur vero che gli esemplari di Sardegna hanno per lo più abbondanza di riflessi purpureo-cuprini, così come è vero che la maggior parte degli esemplari dell'Italia peninsulare tirrenica sono completamente verdi; però ho anche un esemplare sardo completamente verde e un altro di Toscana con forti riflessi cupreo-dorati sul disco. Certamente si tratta di semplice variabilità, vagamente influenzata dal fattore geografico.
Per quanto riguarda le ssp. considerate valide, osservo che il catalogo dei coleotteri paleartici di Apollo Books indica la ssp. plana di Italia, Francia e Spagna, e una ssp. berythensis G. Novak, 1990 di Iran, Libano, Siria e Turchia asiatica.
:) Ciao
Piero


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 16:36 
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Iscritto il: 30/12/2009, 22:20
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Nome: Maurizio Gigli
Intervengo a proposito della colorazione delle Latipalpis della costa tirrenica, visto che penso di essere uno di quelli che ne hanno trovate in maggior numero.

Nel Lazio, dove le prendo sia presso la costa che sui primi contrafforti appenninici (comunque a bassa quota), vi sono sia esemplari con sutura bronzea che senza, anche della stessa località. In genere sono verdi sulla maggior parte del dorso, ma possono virare verso il blu, e ne ho anche un esemplare di un colore violaceo-ramato, se ben ricordo.
Non credo si possa parlare di una forma distinta per le popolazioni sarde.Già fatico a considerare diverse le popolazioni del Mediterraneo orientale! Tra l'altro, ho qualche dubbio pure sulla L. margotana di Creta (mi sembra tanto simile!)

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 13/01/2010, 16:40 
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Iscritto il: 21/05/2009, 14:59
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Nome: Riccardo Poloni
:ok: , svelato l'arcano, grazie a Piero e Maurizio :hp:

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MessaggioInviato: 16/03/2010, 1:18 
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Iscritto il: 10/05/2009, 15:30
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Nome: Giacomo Giovagnoli
Questo gioiello si trova dalle mie parti? :p
E se si, dove e come?? :oops:

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MessaggioInviato: 16/03/2010, 11:30 
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Nome: Francesco Izzillo
Latipalpis plana è una specie a distribuzione tirrenica; non mi pare esistano segnalazioni per le Marche. La colorazione, come ha giustamente detto Julodis, è variabile andando da un verde brillante più o meno dorato ad esemplari cyanescenti bluastri. La colorazione dell'esemplare postato rientra nella norma. Attacca varie specie di querce e in generale è animale di basse quote. In condiziioni particolari (ambienti particolarmente caldi) sale di quota al seguito delle piante ospiti. L'adulto è già pronto in celletta in autunno per cui è specie presente sul campo molto precocemente. Già ora gli adulti sono pronti ad uscire dal legname ed è possibile estrarli. Operazione che abbiamo più volte compiuto per es. a Tolfa, vicino Tivoli, etc.. L'adulto è acrodendrico ed in genere si accoppia in alto sul fogliame e depone sui rami morti delle grosse querce ma a volte le femmine scendono per la deposizione anche sui tronchi in special modo quando le querce disponibili non sono grandissime e l'albero è deperiente al punto giusto...

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Francesco Izzillo


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MessaggioInviato: 16/03/2010, 14:49 
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Iscritto il: 28/05/2009, 16:38
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Nome: luigi lenzini
Proprio ieri ho osservato questa specie su alcuni piccoli lecci morti, ma rimasti in piedi, e con legno ancora molto duro.
I fori di uscita sono molto allungati e di solito sono perpendicolari alle fibre.
Mi sono sorpreso che stessero già "sfarfallando" in questa stagione, e ho immortalato una scena piuttosto insolita: un Latipalpis plana predato da una ninfa di reduvide mentre usciva. (già pubblicata altrove ;) )
:hi: luigi


2 ninfe reduvide e.jpg

latipalpis fuori e.jpg

latipalpis mezza fuori e.jpg

latipalpis e reduvio e.jpg

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MessaggioInviato: 16/03/2010, 14:58 
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Località: Napoli
Nome: Francesco Izzillo
Documentazione fotografica molto interessante!

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Francesco Izzillo


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MessaggioInviato: 17/03/2010, 0:30 
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Nome: luigi lenzini
Forse è meglio che chiarisca, perché non sono riuscito a mettere le foto nell'ordine voluto.
Nella prima si vedono due ninfe di reduvide (Coranus griseus?) accanto a un tenebrionide in buona salute che non c'entra niente.
Nella seconda si vede il buprestide morto dopo estratto dal legno.
Nella terza si vede il buprestide duranta la fase di estrazione con un cacciavite.
Nell'ultima si vede il reduvide con l'addome rigonfio accanto alla preda così come mi è apparso quando ho sollevato la corteccia.
:hi: luigi


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MessaggioInviato: 17/03/2010, 8:26 
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Iscritto il: 30/12/2009, 22:20
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Nome: Maurizio Gigli
elleelle ha scritto:
Forse è meglio che chiarisca, perché non sono riuscito a mettere le foto nell'ordine voluto.
Nella prima si vedono due ninfe di reduvide (Coranus griseus?) accanto a un tenebrionide in buona salute che non c'entra niente.
Nella seconda si vede il buprestide morto dopo estratto dal legno.
Nella terza si vede il buprestide duranta la fase di estrazione con un cacciavite.
Nell'ultima si vede il reduvide con l'addome rigonfio accanto alla preda così come mi è apparso quando ho sollevato la corteccia.
:hi: luigi

Caso interessante. le condizioni in cui hai trovato le Latipalpis sono quelle classiche per la specie. La predazione durante l'uscita dell'adulto è più che probabile, visto che in quel momento è totalmente indifeso (a meno che il predatore non si piazzi proprio davanti alle mandibole del Buprestide, ma dovrebbe essere proprio scemo!)
Mi è però venuto un dubbio. Dalle foto successive, in cui estrai la Latipalpis dal legno, sembra che sia già secco. Hai visto il reduvide col rostro infilzato nel buprestide o ci stava solo attaccato? Potrebbe averlo ucciso lui per nutrirsene, ma è anche possibile che stesse semplicemente lì, sotto corteccia, per superare l'inverno, e che per caso fosse proprio sopra alla Latipalpis. Del resto, capita spesso che i buprestidi muoiano proprio durante l'uscita dal legno, o perchè predati (soprattutto dai Cleridi, ma è possibile anche dai Reduvidi), o semplicemente perchè restano incastrati e non riescono più a uscire (per errore fanno un foro di uscita troppo piccolo e restano bloccati all'altezza delle "spalle". Se non riescono più né ad andare avanti, né a tornare indietro, sono condannati. A volte, quando la corteccia c'è ancora ma comincia a sollevarsi, come mi pare sia in questo caso, altrimenti non ci sarebbero Reduvidi e Tenebrionidi, può capitare che il buprestidae apra un foro delle giuste dimensioni, ma poi debba superare uno spazio vuoto tra il legno e la corteccia, non tale da consentirgli di uscire e muoversi in questo spazio, ma abbastanza da impedirgli di fare presa bene sul legno, per poter piantare le mandibole nella corteccia e bucarla).
Se invece hai visto il reduvide che stava succhiando, direi che non ci sono più dubbi.

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 17/03/2010, 10:57 
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Nome: Giacomo Giovagnoli
Qui: http://www.naturamediterraneo.com/forum ... _ID=106556
la faccenda è più chiara! ;)

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MessaggioInviato: 18/03/2010, 22:44 
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Nome: luigi lenzini
Si. Sono abbastanza sicuro di come sono andate le cose.
Le ninfe di reduvide trovate da sole erano completamente appiattite, mentre quella aveva l'addome gonfio. Il buprestide era molle, come morto da poco e in parte digerito.
Il rostro non era inserito, ma penso che il reduvide fosse sazio e avesse fatto una pausa; oppure, aveva tolto il rostro spaventato dal sollevamento della corteccia.


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