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Come si riammorbidiscono gli insetti?



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MessaggioInviato: 13/01/2010, 18:10 
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Nome: Daniele Sechi
Julodis ha scritto:
E' strano che la combinazione glicerolo - alcool (presumo etanolo) abbia proprietà corrosive per i metalli, visto che i due prodotti sono entrambi alcoli e dovrebbero semplicemente mescolarsi senza reagire. Chissà', forse la presenza dell'etanolo (e dell'acqua, che comunque c'è) fa scomporre parte dell'etanolo in qualche acido carbossilico (penso all'acido formico o a quello acetico - soprattutto il primo non scherza!) e questo potrebbe attaccare alcuni metalli formando, ad esempio, dei formiati. Farò qualche prova appena possibile.

Il sistema della liofilizzazione mi pare veramente interessante. Probabilmente è quello usato per ottenere quei meravigliosi bruchi essiccati che si vedono a Entomodena e anche qua e là sul web.

Temo che un liofilizzatore costi un botto! :| Si potrebbe provare a combinare un vecchio congelatore con una pompa a vuoto (magari comprata usata). Bisognerebbe mettere la campana a vuoto nel congelatore e fare un buco nella parete di quest'ultimo per far passare il tubo di aspirazione, a cui collegare la pompa aspirante all'esterno del congelatore. In fondo è un lavoretto di mezz'ora, una volta trovati i componenti necessari. Se trovo il necessario ci provo, poi vi faccio sapere i risultati.
Per ora proverò semplicemente mettendo l'insetto nel freezer del mio frigorifero. E' del tipo "no frost" con circolazione d'aria anti-brinamento, e mi mummifica tutto ciò che non è sigillato, quindi dovrebbe seccare una larva in poche settimane, forse meno.

Se funziona, finalmente avrò Meloe e femmine di Vesperus senza l'addome rattrappito e senza doverli imbottire!


Fammi sapere come vanno i tuoi esperimenti...
Alle provocazioni del muflone campano risponderò con una bellissima collezione di Meloe preparati :lol:

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:hi:
Daniele


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 20:05 
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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Ho fatto qualche ricerca. Il liofilizzatore più economico che ho trovato cosra circa 1700 euro.
Decisamente troppo!

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 13/01/2010, 20:14 
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Nome: Roberto A. Pantaleoni
Secondo me ragazzi il liofilizzatore a vuoto non lavora bene come la sublimazione "naturale" dentro il congelatore. Gli addomi, con l'asportazione dell'aria, nonostante siano congelati, non rimangono proprio perfetti. In alternativa bisognerebbe agire molto lentamente. Quella del congelatore "no frost" potrebbe essere invece una buona soluzione, od anche un congelatore modificato con la creazione di una depressione, piuttosto che di vuoto spinto. Io ricordo che i miei ortotteri rimasero mesi (ma non perché li volevo preparare così) in questa scatoletta di cartone. Quando li tolsi erano perfetti, né grinza né macchia! Pensai subito ad un processo di sublimazione. D'altra parte anche la carne, se non è protetta da film plastico, si secca brutalmente. Però bisogna provare.

Ciao Roberto :to:

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verum stabile cetera fumus


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 20:31 
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Iscritto il: 06/02/2009, 9:03
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Nome: Augusto Degiovanni
Daniele Sechi ha scritto:
Seguo Maurizio e faccio anche io una domanda un po' diversa.
Oggetto Meloidi genere Meloe o comunque quelli brachitteri con addome che si "sgonfia" una volta disseccato.
Una volta riammorbidito l'insetto, c'è un modo per tenere confio l'addome (che non sia inciderlo e riempirlo di ovatta)? L'ovatta è il metodo che uso normalmente ma il risultato finale raramente mi soddisfa ed è poco rispettoso della forma e delle dimensioni che l'insetto ha in vivo.
Voglio quindi chiedere, c'è qualche fluido che si può inserire nell'addome? Io ho provato con la glicerolo, chiudendo poi il foro con colle varie che non tengono con il risultato che il glicerolo esce dall'insetto, bagna il cartellino e fa scollare l'insetto, ho tentato con la paraffina, ovviamente scaldata in una siringa di vetro per farla diventre liquida, iniettata con un grosso e corto ago, ma la paraffina dentro l'ago si solidifica rapidamente lo ostruisce.
Aiuto! :roll:


Daniele, non so se a EntoModena hai visto le larve o i ragni che prepara un mio carissimo amico e vicino Luciano Landi, ebbene lui li svuota e li riempie di Silicone trasparente, non si indurisce subito e rimane consistente una volta solidificato.

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CIAO :hi: Augusto Degiovanni

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MessaggioInviato: 13/01/2010, 20:42 
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Iscritto il: 02/09/2009, 20:57
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Località: Cagliari
Nome: Roberto Rattu
Notoxus59 ha scritto:
Daniele Sechi ha scritto:
Seguo Maurizio e faccio anche io una domanda un po' diversa.
Oggetto Meloidi genere Meloe o comunque quelli brachitteri con addome che si "sgonfia" una volta disseccato.
Una volta riammorbidito l'insetto, c'è un modo per tenere confio l'addome (che non sia inciderlo e riempirlo di ovatta)? L'ovatta è il metodo che uso normalmente ma il risultato finale raramente mi soddisfa ed è poco rispettoso della forma e delle dimensioni che l'insetto ha in vivo.
Voglio quindi chiedere, c'è qualche fluido che si può inserire nell'addome? Io ho provato con la glicerolo, chiudendo poi il foro con colle varie che non tengono con il risultato che il glicerolo esce dall'insetto, bagna il cartellino e fa scollare l'insetto, ho tentato con la paraffina, ovviamente scaldata in una siringa di vetro per farla diventre liquida, iniettata con un grosso e corto ago, ma la paraffina dentro l'ago si solidifica rapidamente lo ostruisce.
Aiuto! :roll:


Daniele, non so se a EntoModena hai visto le larve o i ragni che prepara un mio carissimo amico e vicino Luciano Landi, ebbene lui li svuota e li riempie di Silicone trasparente, non si indurisce subito e rimane consistente una volta solidificato.



Buona idea!!! La densità del silicone trasparente è tale da poter passare nell'ago di una siringa?


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MessaggioInviato: 13/01/2010, 21:57 
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Iscritto il: 19/09/2009, 22:25
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Nome: Vinicio Salami
Notoxus59 ha scritto:
...Daniele, non so se a EntoModena hai visto le larve o i ragni che prepara un mio carissimo amico e vicino Luciano Landi, ebbene lui li svuota e li riempie di Silicone trasparente, non si indurisce subito e rimane consistente una volta solidificato.


sono veramente strabilianti...di un realismo unico.

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ciao, Vinicio


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MessaggioInviato: 14/01/2010, 8:38 
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Nome: Daniele Sechi
Notoxus59 ha scritto:
Daniele, non so se a EntoModena hai visto le larve o i ragni che prepara un mio carissimo amico e vicino Luciano Landi, ebbene lui li svuota e li riempie di Silicone trasparente, non si indurisce subito e rimane consistente una volta solidificato.


Augusto è proprio ciò che cerco! Anche io come Roberto mi chiedo, non essendo un esperto di silicone, quale devo procurarmi e come lo inietto dentro l'addome, potresti investigare ? 8-)

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:hi:
Daniele


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MessaggioInviato: 14/01/2010, 14:16 
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Località: Bubano di Mordano (Bologna)
Nome: Augusto Degiovanni
Mi stò informando, ma per il momento il mio caro amico è fuori, ritento questa sera ;) .

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MessaggioInviato: 14/01/2010, 16:11 
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Nome: Maurizio Gigli
Io un po' di silicone ne capisco, perchè in passato per un periodo ho anche costruito acquari, usando proprio il silicone trasparente di cui sopra. Puntroppo non è sufficientemente fluido da passare attraverso l'ago di una siringa, a meno di esercitare una pressione disumana, con conseguente partenza a razzo dell'ago stesso e insetto infilzato sulla parete di fronte :?
Una volta ebbi anche io questa idea del silicone e provai con una femmina di Meloe (mi pare di autumnalis), usando una siringa da 5ml a cui avevo tolto l'ago. Attraverso il foro del beccuccio della siringa il silicone ci passa, ma è difficile mantenerlo dentro l'insetto. Quella volta il risultato è stato un insetto impiastrato e da buttare, ma probabilmente con un po' più di pratica e molta pazienza si può riuscire ad ottenere risultati decenti. Certo se poi volete per caso osservare qualche organo interno o semplicemente sistemare diversamente il corpo dell'insetto, ve lo potete anche scordare. E' comunque un metodo da certosini che di fatto non cambia molto la sostanza del risultato rispetto alla classica ovatta. Se funzionasse bene il sistema del freezer sarebbe molto più pratico.
Una domanda: se non ricordo male a Modena ho visto perfino dei molluschi (limacce e chiocciole) preparati in modo perfetto. Sembravano modellini in plastica. Ma quando ho chiesto come avessero fatto ho ricevuto risposte vaghe ed evasive. Avranno usato sempre il metodo del silicone? Ma come si svuota una limaccia! :?: :?: :?: :?:

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Maurizio Gigli
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MessaggioInviato: 19/01/2010, 1:24 
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Nome: Nicola Dal Zotto
Fabio Penati ha scritto:

2. La soluzione, oltre che ad ammorbidire, funziona come ottimo conservante, per cui si possono mettere a mollo gli esemplari e lasciarveli anche per mesi, fino a quando non si ha tempo o voglia di prepararli. Io lo faccio regolarmente con gli Histeridae, usando delle provette per analisi del sangue oppure i contenitori dei rullini fotografici.


Provata, Funziona per tutto e se è vero che va bene come conservante...Gli esemplari che intendo preparare non li secco piu!!!! E sai quanto piu comodo!
Grazie mille!!!!!!

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Nicola Dal Zotto


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MessaggioInviato: 19/01/2010, 2:01 
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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Tutti questi interventi mi hanno fatto tornare la voglia di sperimentare.
Poco fa ho preso uno Gnorimus nobilis che era rimasto secco per 16 anni in una provetta dimenticata e l'ho immerso per 12 minuti in una soluzione 50% acetone, 50% aceto di vino bianco (ho volutamente usato sostanze reperibili ovunque). E' risultato perfettamente preparabile. :hp: Arti, antenne, articolazioni di testa e protorace e perfino i segmenti addominali sono tornati morbidi, "come nuovi", e la cosa più bella e che una volta posizionati gli arti o le antenne, restano come li mettiamo, senza ostinarsi a tornare come erano come avviene con altri sistemi. :shock: Domani farò altre prove con specie più delicate e con altre dai tegumenti spessi e articolazioni dure (come certi curculionidi, quelli che quando ti si attaccano alle dita sembra vogliano entrarti nella carne con le zampe, da quanto stringono!)
Poi vi farò sapere come va.
Buonanotte agli eventuali altri nottambuli.

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Maurizio Gigli
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Julodis ha scritto:
Poco fa ho preso uno Gnorimus nobilis che era rimasto secco per 16 anni in una provetta dimenticata e l'ho immerso per 12 minuti in una soluzione 50% acetone, 50% aceto di vino bianco

Ho provato la stessa soluzione con due Anthaxia (millefolii e semicuprea) stravecchie. Le ho messe nella soluzione prima di pranzo, ma poi le ho dimenticate. Dopo tre ore, quando me ne sono ricordato, temevo si fossero ridotte ad una serie di segmenti disarticolati, ma invece erano morbide e preparabili, ma la cuticola non ne aveva risentito, ed anche le antenne, che in questi casi sono spesso le prime a staccarsi, non hanno dato problemi. Gli insetti così trattati seccano molto rapidamente (quelli piccoli come queste Anthaxia, anche troppo, e se non si preparano subito ma si lasciano alcuni minuti sulla carta assorbente si rischia di doverle riammorbidire. Sicuramente è un effetto dell'acetone, che è un disidratante e evapora velocemente. Se si desidera un essiccamento meno veloce credo basti diminuire la percentuale di acetone. Con le dosi che ho usato, dopo qualche ora gli insetti sono già pronti da mettere nelle scatole. Stamattina lo Gnorimus preparato 6 ore prima era secco.

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Maurizio Gigli
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:o wow, è una soluzione fantastica, l'acetone secondo me è quello che contribuisce a entrare nelle articolazioni con l'aceto, ma è una soluzione miracolosa!, la voglio provare subito, domani quando devo riammorbidire dei Carabus la provo, ed è anche in patrte sgrassante :D

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Nome: Roberto A. Pantaleoni
Sto seguendo con attenzione ed interesse le vostre prove. Però devo essermi perso da qualche parte :?
Julodis ha scritto:
... l'ho immerso per 12 minuti in una soluzione 50% acetone, 50% aceto di vino bianco (ho volutamente usato sostanze reperibili ovunque). ...
Ma questa soluzione è tua ? Cioé nuova. Non ne abbiamo parlato prima, o mi sbaglio ? E se è tua perché l'acetone, per i colori ?

Ciao Roberto :to:

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Località: Roma
Nome: Maurizio Gigli
Hemerobius ha scritto:
Sto seguendo con attenzione ed interesse le vostre prove. Però devo essermi perso da qualche parte :?
Julodis ha scritto:
... l'ho immerso per 12 minuti in una soluzione 50% acetone, 50% aceto di vino bianco (ho volutamente usato sostanze reperibili ovunque). ...
Ma questa soluzione è tua ? Cioé nuova. Non ne abbiamo parlato prima, o mi sbaglio ? E se è tua perché l'acetone, per i colori ?:


Infatti non ne abbiamo parlato prima. Ho solo pensato che, se l'aceto (che poi a fare effetto sarà l'acido acetico) ha le capacità emollienti sperimentate da altri con successo, forse si poteva accelerare il processo se si riusciva a farlo penetrare più velocemente all'interno dell'insetto. La capacità dell'acido acetico di ammorbidire gli insetti dipende probabilmente dal fatto che, come gli acidi in genere, attacca (magari debolmente, nel caso dell'acido acetico in soluzione acquosa diluita, come è appunto l'aceto) le strutture proteiche [mai provato a lavarvi le mani nell'acido cloridrico? Viene la pelle morbida, se non si esagera, altrimenti se ne va proprio (la pelle!)]. La chitina è appunto una proteina. Il problema è che l'acido acetico in acqua ha anche una tensione superficiale considerevole, inoltre gli acidi non hanno effetto sui grassi. Per questo la penetrazione nei tessuti interni è probabilmente lenta. L'acetone ha diversi effetti: abbassa la tensione superficiale, scioglie i grassi e permette un più rapido ingresso della soluzione nell'insetto, inoltre si mescola abbastanza bene con l'acqua e con l'acido acetico (a differenza di altri solventi organici, completamente apolari ed insolubili in acqua e negli altri liquidi polari).
Come conseguenza collaterale, sgrassa e ripulisce gli insetti e ne accelera l'essiccamento in seguito, perchè evapora velocemente.

E poi, a dirla tutta, avevo entrambe le sostanze sul tavolo e ho pensato di fare un tentativo, che è riuscito per puro c....aso. :mrgreen: Domani vado a comprarne un litro (di acetone), perchè me ne è rimasto poco, e poi provo a usare questa soluzione su qualche bestia di quelle terribili (tipo un grosso lucanide tropicale) che non si ammorbidiscono neanche se li fai bollire nella soda.
Vedremo che succede.

Ciao

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Maurizio Gigli
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